«Nessuno fa più indagini»
Siulp: «Attività ingessate da questore e capo della Mobile»
2 MINUTI DI LETTURA
Anche il Siulp interviene sul caso viale Gramsci e attacca questore e capo della Mobile. «Sembra essere tornati indietro di 20 anni quando allora cittadini esasperati si riunivano in comitati e scendevano in strada per le ronde - recita la nota del Siulp - come a dire da allora è cambiato poco o niente. Non è vero, perché negli anni, grazie al lavoro coordinato delle forze di polizia e le indagini di polizia giudiziaria si è riusciti ad arginare il problema e/o a ridurlo ad un contesto fisiologico di criminalità nazionale. Cosa sta succedendo allora? Che la squadra mobile, da sempre fiore all’occhiello della questura di Modena sia per la presenza di professionalità eccellenti e sia per lo straordinario spirito di sacrificio è in totale crisi organizzativa e operativa, grazie ad una gestione esasperata del dirigente della Mobile che sostenuto dal questore Fassari ha di fatto ingessato l’attività. Perfino l’ultimo dei poliziotti arruolati sa che il contrasto allo spaccio ed i reati di criminalità diffusa si combattono attraverso indagini articolate e anche complesse che richiedono si del tempo ma che alla fine portano all’arresto dei pesci grossi ovvero di chi gestisce lo spaccio e gestisce le fila. C’è chi invece è convinto che la lotta alla criminalità si fa con gli arresti dei piccoli spacciatori e vedrete che subito il questore snocciolerà i soliti dati dei 4 arresti e dei controlli ai parchi che come potete tutti vedere non sono serviti a nulla perché il problema rimane, anzi si è aggravato. Questa gestione fallimentare di un ufficio cosi importante ha fatto si che il personale ha indetto lo stato di agitazione bloccando l’attività del lavoro straordinario con grande gioia del questore che da quando è arrivato a Modena è stato ossessionato dall’idea di ridurre gli straordinari attivando tutta una serie di disposizione che poco hanno a che fare con un sistema di attività di indagini di polizia giudiziaria. Per la prima volta nella storia della Mobile l’ufficio investigativo per eccellenza ha restituito negli ultimi mesi oltre 1000 ore di lavoro straordinario assegnato (solo 500 nell’ultimo mese». Pronta la replica del questore: «Non risulta che il personale della Mobile abbia mai aderito a progetti di straordinario programmato. Dall’inizio dell’anno la Mobile ha tratto in arresto 60 persone, molte più di quanto non ne abbia effettuato in tutto il 2016, tra le quali estortori e pericolosi rapinatori, sequestrando ingenti quantitativi di stupefacente grazie anche ad articolate attività investigative».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google