Gazzetta di Modena

Modena

«Viale Gramsci, il Comune ora agisca»

di Stefano Totaro
«Viale Gramsci, il Comune ora agisca»

Il consigliere: «Subito illuminazione dove c’è l’area pericolosa e percorsi educativi con associazioni per chi disturba»

3 MINUTI DI LETTURA





Spaccio, illuminazione, problemi di convivenza e di educazione civile: la situazione nella zona è complessa, è complicata ma si può, si deve risolvere. Due i soggetti che dovranno intervenire e in fretta, il Comune e lo Stato, ovvero le forze dell’ordine.

Così, su viale Gramsci e dintorni, Antonio Carpentieri, persona «di casa per aver svolto per anni il ruolo di presidente di circoscrizione. È una zona che mi sta da sempre a cuore e di cui mi occupo come consigliere comunale del Pd e come responsabile della sicurezza del partito».

In sostanza per Carpentieri, che l’altra sera, senza fare proclami e senza sigle si è unito alla passeggiata dei residenti, il Comune «non può non intervenire in modo molto mirato. Io stesso mi farò promotore, spingerò affinché si trovino accorgimenti, interventi e si inizino percorsi». Vediamo dunque le problematiche :«Innanzitutto lo spaccio. Ho potuto notare, anche durante il nostro percorso serale, come questo sia evidente, diffuso, troppo di casa. C’è spaccio anche in altre zone della città, ma qui è clamorosamente diffuso, sotto agli occhi di tutti. Per questo motivo è lo Stato che deve intervenire attraverso le forze dell’ordine. Vanno bene, e gli stessi residenti ringraziano, la Volante o la pattuglia della Municipale che effettuano passaggi nel parco e nelle strade, nelle traverse di viale Gramsci. Ma non bastano. Servono indagini “forti”, mirate, ad hoc, bisogna “marcare” la zona perché l’emergenza è qui, non bastano le retate ma ci vuole un intervento più profondo, scelte forti che nascono da indagini accurate. Queste costituiscono un segnale, sono una risposta allo spaccio».

«C’è un problema di illuminazione ed è legato allo spaccio - spiega carpentieri - È necessario e fondamentale che il Comune intervenga illuminando la zona in fondo a viale Gramsci, dove di giorno c’è un campetto di calcio, un po’ di parco. Di notte è terra di nessuno, è lì che si concentrano le presenze ed è tutto buio. Così come è fondamentale aumentare le luci nel parcheggio attiguo. Tanto è stato fatto per le luci lungo il viale e nelle traverse, ma ora bisogna fare questi interventi».

Altro aspetto è quello della convivenza, degli attriti ripetuti tra residenti e avventori di negozi etnici e altre attività. «Anche se i controlli già effettuati non hanno portato ad evidenziare particolari irregolarità, non per questo le forze dell’ordine devo abbandonarli. Spesso sono realtà che gravitano in bilico su una sottile linea di demarcazione e conviene tenerle sotto occhio. I problemi li creano i clienti? Allora il Comune deve incentivare percorsi di integrazione, coinvolgere i gestori stessi nel cercare di dialogare coi clienti al fine di ottenere una maggiore educazione. Dico il Comune perché può attivare associazioni che esistono, che già collaborano in altre situazioni e che si occupano anche di questi aspetti» Altro aspetto una ridistribuzione dei luoghi di fruizione: ad esempio, secondo Carpentieri, sarebbero troppe le panchine all’inizio di viale Gramsci, ci sarebbe troppa concentrazione di persone in una zona “calda”. Quanto ai comitati, Carpentieri conosce le varie anime che lo compongono, «persone serie, ben motivate. Mi fa piacere che si stiano muovendo a difesa della loro zona. Li invito a confrontarsi con le istituzioni, a creare dei canali di scambio e di dialogo. Per quanto riguarda infine il Pd, noi come partito ci siamo, vogliamo metterci la faccia e dobbiamo ripartire da questo, dalle esigenze dei cittadini, ascoltando, riconoscendo magari errori commessi, ma procedendo con loro e per loro».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google