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Accordo per seguire i ragazzi profughi senza i genitori

Cercasi un tutore per uno del 1.160 profughi minori “non accompagnati”. Parte in tutta l’Emilia-Romagna e anche a Modena l’iniziativa voluta dal Tribunale dei Minori e della Regione per venire...

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Cercasi un tutore per uno del 1.160 profughi minori “non accompagnati”. Parte in tutta l’Emilia-Romagna e anche a Modena l’iniziativa voluta dal Tribunale dei Minori e della Regione per venire incontro a una situazione drammatica: dare ospitalità a dei ragazzi di Albania, Gambia, Nigeria e Marocco non ancora diciottenni che si trovano da soli e completamente sradicati dalla loro realtà.

È stato firmato dal Tribunale dei Minori di Bologna e dal Garante regionale per l’infanzia, il protocollo vuole agevolare la nomina di nuovi tutori: cittadini che assumano la tutela legale dei minori. Questo non vuol dire accoglierli in casa, ma seguirli da vicino, creando intorno a loro una rete di protezione.

l tribunale istituirà un elenco per raccogliere le disponibilità e iniziare i corsi di formazione, facendo lavorare gli aspiranti tutori in contatto con servizi sociali e centri di volontariato.

«Chi si riempie la bocca di respingimenti, dovrebbe venire nel mio fatiscente Tribunale per vedere gli occhi di questi ragazzi. Gli occhi dovreste vedere. Senza scadere nella retorica, vi assicuro che sono persone che hanno lasciato tutto, ma non tutto ciò che possedevano: tutto ciò che conoscevano», ha detto il presidente del Tribunale Giuseppe Spadaro.

Parole analoghe sono arrivate dal vicepresidente della Regione Simonetta Saliera e anche dall’arcivescovo di Bologna monsignor Zuppi. La Lega Nord ha espresso la sua contrarietà.

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