Profughi, emergenza alloggi: a Modena si cercano capannoni
Via a una ricognizione di grandi spazi immobiliari per concentrare gli arrivi, oggi l’ipotesi all’incontro tra prefetto e sindaci
MODENA. Arrivo profughi in Emilia-Romagna: non si tratta solo di quantità di persone, ma anche di spazi per alloggiarli. Per questo ieri mattina si è svolta una riunione tra tutti i prefetti della nostra regione, compreso il prefetto di Modena Patrizia Paba, coordinata dal prefetto di Bologna. Argomento all’ordine del giorno: la gestione sul territorio dell’emergenza dei nuovi arrivi di richiedenti asilo. Quanti, dove smistarli sul territorio e dove alloggiarli, in primis.
Dalle scarse notizie emerse - la riunione si è svolta senza accesso a pubblico esterno, non c’è stata nessuna comunicazione ed è trapelato ben poco - si starebbe pensando a un piano di ricognizione di strutture d’emergenza che non siano solo alloggi. Si parla anche di capannoni che di fatto diventerebbero dei micro-hub che possano sostenere il nuovi arrivi a fronte dell’Hub di Bologna già al limite. L’ipotesi capannoni, come anche altre, è al vaglio anche della prefettura di Modena. In sostanza si starebbero ricercando spazi più grandi di quelli finora utilizzati. Probabilmente sarà l’argomento principale della riunione che si terrà stamane in viale Martiri alla sede della Prefettura di Modena tra il prefetto Paba e i sindaci della nostra provincia. L’identificazione e l’elencazione di strutture come capannoni e affini riguarderà quindi i Comuni modenesi. Poi si parlerà anche della dislocazione dei profughi, l’argomento più scottante di tutti. Se la quota di arrivi in città è arrivata al limite, esistono centri (come Carpi e Maranello) che hanno ancora possibilità di assorbimento. Poi ci sono i centri piccoli con il problema della popolazione riottosa o addirittura ostile all’idea dell’arrivo dei profughi. Insomma c’è ancora tanto lavoro da fare per organizzare questa emergenza la meglio. Ma di questi aspetti locali si parlerà più approfonditamente nella riunione successiva, quella che si terrà in Provincia martedì 18 luglio. Un plenum dei sindaci modenesi dalla Bassa all’Appennino condotto dal presidente dell’ente provinciale, il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, che sicuramente in quella riunione dovrà arrivare a stabilire una ripartizione con tutti i suoi difficili equilibri.
Ciò che sta emergendo in questi giorni, insomma, è che la soluzione tampone delle stanze da hotel e dei piccoli alloggi (appartamenti e simili) non è considerata più adatta alla situazione che si sta creando, con arrivo di gruppi di decine di profughi. Serve una gestione più semplificata e accentrata. Serve avere uno spazio meno dispersivo nel quale tenere più gente in attesa di capire quale sarà la mossa successiva, sempre in vista delle pratiche di identificazione e quindi di accoglimento o rifiuto della domanda da per rifugiato (che, come noto, richiede tra l’altro tempi lunghissimi).
E intanto l’ Emilia-Romagna dovrebbe poter contare su un momento di tregua per quanto riguarda l’accoglienza. A quanto si apprende, infatti, nel summit regionale di questa mattina in prefettura a Bologna è emerso che, almeno per ora, non si annunciano nuovi arrivi. Lo aveva già affermato la vicepresidente della Regione Elisabetta Gualmini.
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