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Amianto, sindaco all’Arpa: «Su Bianchini dite il falso»

Amianto, sindaco all’Arpa: «Su Bianchini dite il falso»

Processo Aemilia. Incontro dei Comuni costituiti parte civile con gli avvocati E San Felice nega l’accusa di avere smaltito a Ricommerciamo senza consenso

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Arpa non dice il vero, diede il suo assenso allo smaltimento irregolare degli inerti contaminati da amianto, quando si trattò di liberare l’area di Ricommerciamo, dove aveva lavorato la ditta Bianchini. Lo ha sostenuto il sindaco di San Felice Alberto Silvestri, ad un incontro che si è svolto nei giorni scorsi, con gli avvocati incaricati della costituzione di parte civile al processo Aemilia e numerosi altri amministratori dei Comuni interessati alla costituzione di parte civile, ovvero il Comune di San Felice, di Finale, di Mirandola, Concordia e area Nord.

All’incontro - molto partecipato dagli amministratori sanfeliciani, notoriamente con parecchi nervi scoperti sulla vicenda Bianchini - hanno presenziato gli avvocati Valeria De Biase, Palestini e Scacchetti, spiegando che si alternano alle udienze del processo Aemilia, in corso a Reggio. Degli amministratori presenti a quella riunione, l’unico che finora si è visto al processo è il presidente del Consiglio comunale di Finale, Maurizio Boetti. È noto che è stato sentito come testimone in Aula l’ex sindaco di Finale Fernando Ferioli, mentre a giorni sarà sentito come testimone di una difesa il sindaco di Modena e presidente della Provincia Giancarlo Muzzarelli (c’è in ballo tra l’altro la famosa questione Maria Sergio).

Degli altri amministratori, non è mai venuto nessuno (quelli reggiani assicurano invece una presenza testimoniale). Per cui l’incontro - svoltosi a San Felice - almeno ha potuto compensare questo vuoto informativo. Ne è emersa tuttavia una sintesi giocoforza parziale. Nella quale l’argomento associazione mafiosa o concorso esterno all’associazione contestato alla famiglia Bianchini è stato solo brevemente trattato, per lo più dando conto della tesi con cui Augusto Bianchini si è difeso durante il famoso interrogatorio di qualche settimana fa.

Più attenzione si è registrata sul fronte amianto. L’avvocato De Biase ha spiegato nella sostanza di avere rinunciato ai due testimoni che erano stati citati da questa parte civile (uno era il famoso consulente di Bianchini, ovvero Antonio Vignali), spiegando che sono testimoni chiamati anche dalla parte avversa, e che quindi si è preferito decidere di fare loro le domande durante un “controesame” (che però non potrà essere un “esame”...).

Ma a caratterizzare l’incontro è stata la posizione - condivisa dai legali del Comune - espressa dal sindaco. Ovvero che durante la sua testimonianza al Tribunale l’ispettore di Arpa che seguiva le contaminazioni all’amianto della Bianchini non abbia detto il vero. In sostanza non solo l’ispettrice presa di mira dal sindaco, ma anche la sua responsabile avevano testimoniato di avere dissentito dalle modalità “favorevoli” e “illecite” con cui si era consentito a Bianchini di togliere il terreno contaminato a Ricommerciamo e riportarlo nella sua azienda (incrementando la famosa montagna), invece che in sito di stoccaggio autorizzato. «Le dichiarazioni apparse sul giornale non corrispondono al vero. Abbiamo il verbale di quella Conferenza di servizi - ha detto il sindaco - e la decisione fu presa con il consenso unanime di tutti i soggetti e con la sottoscrizione di tutti i soggetti del percorso che veniva individuato, Non so sulla base di quali elementi la dottoressa abbia fatto le sue dichiarazioni».

Arpa (l’Agenzia regionale per l’ambiente) aveva sostenuto al processo l’esatto contrario, aggiungendo di non avere più partecipato a quello smaltimento perché dissenziente dalle sue modalità irregolari.(ase)

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