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Modena, finti corrieri derubano aziende di moda

di Maria Vittoria Melchioni
Modena, finti corrieri derubano aziende di moda

Tre casi in città e provincia: si sono spacciati per dipendenti Tnt e hanno caricato vestiti per centinaia di migliaia di euro

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MODENA. Quello che è accaduto tra lunedì e martedì a tre notissime aziende del nostro distretto della moda, non ha nulla da invidiare alla trama di un film diretto da Steven Soderbergh.

I tre brand d'abbigliamento sono nel bel mezzo delle consegne della collezione invernale. Come da prassi quotidiana, prendono contatti via internet con il corriere che svolge per conto loro i ritiri e le spedizioni. Concordano il volume della spedizione, in modo che possa essere scelto il mezzo più idoneo per svolgere il lavoro: van, camioncino, camion addirittura lo scooter per le consegne piccole e veloci. Il vettore in particolare è la Tnt, quindi uno dei leader sul mercato.

«Ogni giorno alle 15.30 arriva il corriere - racconta la titolare di una delle tre aziende protagoniste della vicenda - quasi sempre l'autista non è lo stesso dei giorni precedenti, quindi anche martedì non ci siamo fatti molti scrupoli o ci siamo posti domande su chi fosse quel ragazzo probabilmente dell'est Europa, ma che parlava molto bene l'italiano, con addosso la divisa del corriere. Abbiamo caricato 115 scatoloni di abiti diretti ai nostri clienti all'estero (per un valore di circa 250.000 euro, ndr), abbiamo firmato tutti i documenti di accompagnamento, le bolle e siamo tornati a fare il nostro lavoro normalmente».

Fin qui tutto si è svolto secondo la routine di una normale giornata lavorativa, se non che, dopo 15 minuti dalla partenza della merce, i magazzinieri avvisano la direttrice che è arrivato il corriere Tnt per il ritiro.

«Subito ho pensato ad un disguido nella prenotazione - racconta la titolare - poi controllando i documenti svariate volte, abbiamo realizzato che quello che avevamo davanti fosse davvero il nostro corriere e che eravamo stati vittima di una truffa».

I magazzinieri di prassi si annotano la targa dei veicoli che vengono a svolgere i ritiri della merce, quindi con il numero in mano sono corsi dai Carabinieri a segnalare quanto successo per cercare di rintracciare il finto corriere e recuperare la merce. La cosa non è stata purtroppo nè immediata, nè possibile.

Il brand ha dato l'allarme attraverso un passaparola per mettere in guardia gli altri “colleghi” della zona e durante le svariate telefonate è emerso che non erano stati gli unici in giornata a subire lo stesso “trattamento”.

Altre due aziende, nella zona di Baggiovara e a Carpi, erano state vittime della banda del finto corriere nel pomeriggio di lunedì. Come sia potuto accadere è ancora tutto da scoprire.

Nei mesi scorsi il sito della Tnt era stato vittima di un attacco da parte di hacker informatici, ma dopo alcuni disguidi sembrava che tutto fosse tornato nella norma.

La Tnt, sentita immediatamente dalle vittime del raggiro, si è difesa con un «è la vostra parola contro la nostra» ipotizzando che in realtà ci siano talpe all'interno degli staff dei brand messi nel mirino dai malviventi, cosa che è stata esclusa a priori dai titolari delle aziende avendo con il proprio personale un rapporto di fiducia da svariati anni.

Saranno le indagini a provare a mettere in luce quanto accaduto. Certamente si procederà sentendo le persone direttamente coinvolte nella vicenda, sia tra le aziende di moda che tra quelle del corriere per verificare eventuali legami, fughe di dati sensbili ed eventuali complici.
 

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