pavullo. le mamme ancora ci sperano
I comitati restano scettici sul salvataggio del Punto nascite
PAVULLO. È stato accolto tra caute speranze, ma anche un certo scetticismo, dai comitati per l’ospedale l’annuncio dell’ultima settimana di valutazioni prima del verdetto sul Punto nascite. Martedì...
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PAVULLO. È stato accolto tra caute speranze, ma anche un certo scetticismo, dai comitati per l’ospedale l’annuncio dell’ultima settimana di valutazioni prima del verdetto sul Punto nascite. Martedì infatti i vertici regionali hanno detto che si valuterà la possibilità di una richiesta di deroga al Ministero in base alla relazione tecnica che la Commissione percorso nascita dell’Emilia Romagna ultimerà tra sette giorni.
«Già a febbraio la Commissione era al lavoro su quel documento, ce lo disse il dg Ausl Annicchiarico incontrandoci - ricorda Gaetano Vandelli di Pavullo 95 - e personalmente non mi faccio illusioni. Non credo che possano arrivare grandi aperture dai tecnici, che già hanno condannato il Punto nascite a livello provinciale. Ma non sono i tecnici, è la politica che deve dire che qui il servizio rimane, con la volontà di investire per risolvere le criticità. Credo sia solo un rinvio a fine mese, poi ci sono le ferie... Ma noi non molliamo, e siamo pronti al referendum».
«Mi sa tanto di manfrina politica - dice Enrico Managlia di “Salviamo l’ospedale” - e così la Regione rimettendosi anch’essa ai tecnici non prende posizione, mentre potrebbe tantissimo se ci fosse la volontà. Noi siamo pronti a scendere in piazza».
Più speranzose le mamme: «Perché precludersi un’apertura al buon senso che almeno rinvii la decisione? - si chiede Sarah Brambilla del Comitato Mamme - In attesa magari di una riflessione ponderata che evidenzi l’assurdità di mandare a partorire tra sconosciuti dopo essere state seguite fin dall'inizio da altre persone». «Sembra ci sia ancora una piccola chance - dice Elisabetta Pedretti di “Salviamo le nascite” - anche per rendersi conto che è comunque più sicuro mantenere un punto nascite in montagna che costringere a lunghi viaggi d'emergenza fino a Sassuolo o Modena». (d.m.)
«Già a febbraio la Commissione era al lavoro su quel documento, ce lo disse il dg Ausl Annicchiarico incontrandoci - ricorda Gaetano Vandelli di Pavullo 95 - e personalmente non mi faccio illusioni. Non credo che possano arrivare grandi aperture dai tecnici, che già hanno condannato il Punto nascite a livello provinciale. Ma non sono i tecnici, è la politica che deve dire che qui il servizio rimane, con la volontà di investire per risolvere le criticità. Credo sia solo un rinvio a fine mese, poi ci sono le ferie... Ma noi non molliamo, e siamo pronti al referendum».
«Mi sa tanto di manfrina politica - dice Enrico Managlia di “Salviamo l’ospedale” - e così la Regione rimettendosi anch’essa ai tecnici non prende posizione, mentre potrebbe tantissimo se ci fosse la volontà. Noi siamo pronti a scendere in piazza».
Più speranzose le mamme: «Perché precludersi un’apertura al buon senso che almeno rinvii la decisione? - si chiede Sarah Brambilla del Comitato Mamme - In attesa magari di una riflessione ponderata che evidenzi l’assurdità di mandare a partorire tra sconosciuti dopo essere state seguite fin dall'inizio da altre persone». «Sembra ci sia ancora una piccola chance - dice Elisabetta Pedretti di “Salviamo le nascite” - anche per rendersi conto che è comunque più sicuro mantenere un punto nascite in montagna che costringere a lunghi viaggi d'emergenza fino a Sassuolo o Modena». (d.m.)
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