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La fiaba si fa laboratorio E il libro te lo inventi tu 

La fiaba si fa laboratorio E il libro te lo inventi tu 

Al Festival di Villa Sorra l’appuntamento “C’era una volta secondo me” Con la Scienziata Scriteriata e l’Investigatrice Acchiappa Storie: mah...

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È rivolto prevalentemente a un pubblico adulto il “festival della Fiaba” di Villa Sorra ma proprio domani, domenica 25 giugno, alle 18, l’invito è di portare i bambini che abbiano compiuto almeno 5 anni al Giardino Romantico della Villa per il laboratorio creativo di meta narrazione “C’era una volta… secondo me” a cura di Anna Tondelli e Stefania Iorio, ovvero, come si presentano loro, una Scienziata Scriteriata e una Investigatrice Acchiappa Storie. Il che è già tutto un programma. Armate di entusiasmo, pazienza, allegria e simpatia accompagnano i bimbi in questo viaggio che unisce la magia della parola alla creazione, alla manipolazione, all’esperienza. Un mettersi in gioco a tutto tondo, da parte di tutti.

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«Si tratta - spiegano Anna e Stefania - di un laboratorio dove i bambini, dopo l’ascolto di una fiaba, sono invitati a rielaborare il racconto prima identificando i passaggi chiave poi rappresentando le sequenze già evidenziate in maniera astratta, verbale, in modo personale e autonomo attraverso l’uso di materiali di riciclo di uso comune, dalla carta alla plastica, dalla stoffa ai legumi e ai bulloni, dai ramoscelli all’ovatta in una “gabbia” di nove caselle. A laboratorio finito ogni bambino possiederà il suo libro - mappa per poter ripercorrere tutta la storia e raccontarla nuovamente con le sue parole, diventando così lui stesso co-autore della storia».

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Questo progetto è stato anche già sperimentato con successo in una scuola primaria di Bastiglia utilizzando la fiaba “Uccellin Trovato” dei Fratelli Grimm. Lo ha scelto, una maestra di una classe terza «perché nel programma si affrontano varie tipologie testuali quali la fiaba, la favola, il mito e la leggenda - spiega Antonella, l’insegnante - La fiaba ha una forte componente educativa, simbolica e culturale e ho pensato che le modalità proposte fossero adeguate e stimolanti al fine di far interiorizzare la struttura narrativa. Altro motivo per cui ho scelto il progetto è che nella mia classe ci sono, fortunatamente, bambini con stili di apprendimento e capacità che ben si esprimono quando le proposte non sono stereotipate. Il laboratorio ha offerto attività complete e trasversali (dall'ascolto alla memorizzazione, all'analisi della struttura, alla rielaborazione creativa e personale), permettendo a tutti di valorizzare talenti e caratteristiche. Ogni prodotto è stato diverso dall'altro perché ha rispecchiato l'individualità del suo autore. E tutto il gruppo classe si è arricchito con il confronto e la positiva valutazione del proprio e altrui lavoro».

Monica Tappa
 

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