Teneva 10 chili di hascisc nella borsa frigo
Durante un controllo in stazione la polizia scopre un finto chef che portava droga per lo spaccio in città
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Gli agenti lo hanno notato tra la folla che usciva dalla stazione dei treni. Hanno visto che portava a tracolla una borsa frigo blu piccola ma piuttosto pesante. Il suo volto era vagamente conosciuto. Lo hanno fermato e ha detto di essere uno chef. Ma nella borsa frigo non teneva intingoli e manicaretti, bensì diciotto panetti di hascisc per un peso di quasi sedici chili, forse destinato allo spaccio del Parco XXII Aprile e il Parco delle Rimembranze.
La scoperta è stata fatta dagli agenti della Squadra volante della polizia di stato che l’altro pomeriggio erano andati in piazza Dante per un normale controllo di zona. La stazione viene infatti monitorata proprio per tenere sotto controllo chi entra e chi esce e quindi avere un’idea dei possibili delinquenti o spacciatori che vi gravitano.
Gli agenti non si aspettavano nessuno. Infatti quel giovane non aveva l’aria di un sospetto tipico. Era vestito in maniera abbastanza curata e indossava un cappellino. Un viaggiatore come un altro appena arrivato in città. E’ stata la borsa frigo a incuriosirli. Ma quando tirando la zip della borsa frigo hanno visto quei mattoni di hascisc, hanno capito di avere davanti un corriere vero e proprio venuto a Modena per una consegna di tutto rispetto. La droga infatti pesava 9 chili e 70 grammi ed era perfettamente divisa in stecche confezionate in modo pressato fino a formare del mattoncini. In tutto diciotto. Valore sulla piazza dell’hascisc: almeno 50mila euro.
Il corriere è stato portato in questura e interrogato. Ha riferito solo di essere salito sul treno da Carpi. Ha detto di essere uno chef professionista e di lavorare in un ristorante a Rimini. Fatti che pare per ora non abbiano trovato riscontro.
Una volta arrestato, si è scoperto che in realtà si tratta di una persona molto conosciuta dalla polizia in Italia. E’ un 26enne di origini baresi che ha la residenza nel capoluogo pugliese ma di fatto è domiciliato a Rimini. Un curriculum di quattro pagine di reati. Tra questi alcuni molto pensanti. Come quello del suo debutto criminale quando, ancora minorenne, al termine di una partita di calcio tra Bari e Treviso, con alcuni complici sequestrò un tifoso con i suoi amici e lo picchiarono facendosi anche consegnare del denaro. Fatto per il quale fu condannato. Ora è accusato di traffico di stupefacenti.
La scoperta è stata fatta dagli agenti della Squadra volante della polizia di stato che l’altro pomeriggio erano andati in piazza Dante per un normale controllo di zona. La stazione viene infatti monitorata proprio per tenere sotto controllo chi entra e chi esce e quindi avere un’idea dei possibili delinquenti o spacciatori che vi gravitano.
Gli agenti non si aspettavano nessuno. Infatti quel giovane non aveva l’aria di un sospetto tipico. Era vestito in maniera abbastanza curata e indossava un cappellino. Un viaggiatore come un altro appena arrivato in città. E’ stata la borsa frigo a incuriosirli. Ma quando tirando la zip della borsa frigo hanno visto quei mattoni di hascisc, hanno capito di avere davanti un corriere vero e proprio venuto a Modena per una consegna di tutto rispetto. La droga infatti pesava 9 chili e 70 grammi ed era perfettamente divisa in stecche confezionate in modo pressato fino a formare del mattoncini. In tutto diciotto. Valore sulla piazza dell’hascisc: almeno 50mila euro.
Il corriere è stato portato in questura e interrogato. Ha riferito solo di essere salito sul treno da Carpi. Ha detto di essere uno chef professionista e di lavorare in un ristorante a Rimini. Fatti che pare per ora non abbiano trovato riscontro.
Una volta arrestato, si è scoperto che in realtà si tratta di una persona molto conosciuta dalla polizia in Italia. E’ un 26enne di origini baresi che ha la residenza nel capoluogo pugliese ma di fatto è domiciliato a Rimini. Un curriculum di quattro pagine di reati. Tra questi alcuni molto pensanti. Come quello del suo debutto criminale quando, ancora minorenne, al termine di una partita di calcio tra Bari e Treviso, con alcuni complici sequestrò un tifoso con i suoi amici e lo picchiarono facendosi anche consegnare del denaro. Fatto per il quale fu condannato. Ora è accusato di traffico di stupefacenti.
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