Un anello di ciclabili correrà sugli argini
Progetto milionario della Giunta per collegare le frazioni alla città. Si parte da Budrione e Migliarina
2 MINUTI DI LETTURA
Budrione e Migliarina, in un futuro non troppo lontano, potranno essere le prime frazioni congiunte al centro urbano attraverso gli argini del canale di Budrione e Migliarina, del Diversivo Fossa Nuova e del canale Gusmea, resi percorribili a bici o a piedi in tutto agio e sicurezza. L’obiettivo si inserisce in un più ampio progetto, che punta a risolvere l’annoso problema dei collegamenti tra alcune frazioni e la città e, contemporaneamente, a rendere questi tragitti un’opportunità turistica.
Il piano si chiama Percorsi ciclabili d’Argine, è stato discusso martedì dalla Giunta comunale e, una volta realizzato, consentirebbe di percorrere un anello ciclo-pedonale lungo 43 chilometri, quasi interamente ricavato sugli argini dei canali di bonifica e sulle sponde dei corsi d’acqua dislocati tra il centro urbano e i confini est e ovest del territorio.
Approntato dal Settore Ambiente del Comune, Percorsi ciclabili d’Argine ora sarà sottoposto all’iter per la sua adozione e approvazione, dopodiché potrà essere realizzato per stralci, definendo un programma pluriennale di lavori e destinando a esso, ogni anno, risorse ad hoc, il cui costo totale si stima dovrebbe aggirarsi sui due milioni di euro finanziati, come spiega l’assessore all’Ambiente Simone Tosi, “non solo attraverso le casse comunali, ma anche tramite la ricerca di fondi europei e nazionali, senza escludere l’ipotesi del crowdfunding (raccolta fondi tramite Internet da parte di chiunque sia interessato a sostenere un determinato progetto, ndr)”.
Il primo stralcio a essere portato presto all’esame del Consiglio comunale, e poi della città, si prevede sia, appunto, quello riguardante Budrione e Migliarina dopodiché, partendo da sud, il percorso sfrutterebbe gli argini del canale dei Mulini e del canale di Santa Croce fino al Cavo Tresinaro: mentre vicino a San Marino partirebbero i due percorsi diretti a Cortile e San Martino Secchia; per passare, infine, sull’argine del Cavo Lama da costeggiare fino al canale di Carpi. In due ore in bici o in sette ore a piedi, si riuscirebbe dunque a completare tutto l’anello, che comprenderà anche tre o quattro attraversamenti tramite semafori a chiamata e due collegamenti - con Cortile e San Martino Secchia - da cinque chilometri ciascuno, che utilizzerebbero parte di strade già esistenti (senza dimenticare i collegamenti con le piste ciclabili comunali e provinciali e i percorsi già esistenti di proprietà del Consorzio di Bonifica per l’Emilia Centrale). (vale. cam.)
Il piano si chiama Percorsi ciclabili d’Argine, è stato discusso martedì dalla Giunta comunale e, una volta realizzato, consentirebbe di percorrere un anello ciclo-pedonale lungo 43 chilometri, quasi interamente ricavato sugli argini dei canali di bonifica e sulle sponde dei corsi d’acqua dislocati tra il centro urbano e i confini est e ovest del territorio.
Approntato dal Settore Ambiente del Comune, Percorsi ciclabili d’Argine ora sarà sottoposto all’iter per la sua adozione e approvazione, dopodiché potrà essere realizzato per stralci, definendo un programma pluriennale di lavori e destinando a esso, ogni anno, risorse ad hoc, il cui costo totale si stima dovrebbe aggirarsi sui due milioni di euro finanziati, come spiega l’assessore all’Ambiente Simone Tosi, “non solo attraverso le casse comunali, ma anche tramite la ricerca di fondi europei e nazionali, senza escludere l’ipotesi del crowdfunding (raccolta fondi tramite Internet da parte di chiunque sia interessato a sostenere un determinato progetto, ndr)”.
Il primo stralcio a essere portato presto all’esame del Consiglio comunale, e poi della città, si prevede sia, appunto, quello riguardante Budrione e Migliarina dopodiché, partendo da sud, il percorso sfrutterebbe gli argini del canale dei Mulini e del canale di Santa Croce fino al Cavo Tresinaro: mentre vicino a San Marino partirebbero i due percorsi diretti a Cortile e San Martino Secchia; per passare, infine, sull’argine del Cavo Lama da costeggiare fino al canale di Carpi. In due ore in bici o in sette ore a piedi, si riuscirebbe dunque a completare tutto l’anello, che comprenderà anche tre o quattro attraversamenti tramite semafori a chiamata e due collegamenti - con Cortile e San Martino Secchia - da cinque chilometri ciascuno, che utilizzerebbero parte di strade già esistenti (senza dimenticare i collegamenti con le piste ciclabili comunali e provinciali e i percorsi già esistenti di proprietà del Consorzio di Bonifica per l’Emilia Centrale). (vale. cam.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
