La jungla abbandonata che cresce ogni giorno vicino alla tangenziale
Nonantola. La denuncia di un residente ormai sfiduciato «Alberi soffocati, topi e bisce, ma nessuno se ne occupa»
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NONANTOLA . «Perché lasciare un simile pezzo di terreno nell’incuria?» Se lo chiede Vito Bruzzi, che abita in via Bertoldina, in località Campazzo. In quel punto, poco distante dalle abitazioni, corre la tangenziale, che porta verso Ravarino. A separarla dalle case, tra cui proprio quella di Bruzzi, c’è una fetta di terreno, lunga circa seicento metri e profonda cento nel punto di massimo spessore, che parte dalla rotonda che collega la tangenziale a via Bertoldina. Un terreno, di proprietà della Provincia, che sta divenendo motivo di scontento per chi vive in zona, a causa dell’incuria in cui è stato abbandonato. Quando fu espropriato per la costruzione della tangenziale, infatti, “hanno piantato molti alberi, anche piante autoctone, ma non se ne sono più presi cura”.
Il risultato è una jungla in cui la vegetazione cresce indisturbata con tutti i problemi del caso. «Dentro all’erba alta si nascondono bisce e topi che nidificano e aumentano - dice Bruzzi - Per fortuna poi l’area è fuori mano, altrimenti diventerebbe un luogo perfetto per nascondere i rifiuti, che infatti vengono gettati in una piazzola qui vicino».
Oltre all’igiene, occorre prestare attenzione alla sicurezza. Bruzzi, infatti, spiega che «sotto la vegetazione c’è un grosso tappeto di erba secca. Basta che qualcuno getti un mozzicone e può scatenarsi un incendio».
Oltre a ciò, continua il residente, lo stato attuale della vegetazione vanifica i piani originari della Provincia per la piccola area verde. «All’inizio erano state poste a dimora molte piante, ma sono state messe troppo vicine tra loro, e non si sono estirpate a dovere le viti che c’erano in precedenza. Risultato? Un brutto e intricato groviglio di piante, difficile da mantenere, con le viti che soffocano gli arbusti più giovani». Date queste problematiche, in zona si chiede un intervento da parte della Provincia, ente proprietario del terreno, perché pulisca l’area e migliori di conseguenza il decoro di quel tratto di tangenziale. «Dicono che non ci sono le risorse economiche - ammette Bruzzi -, ma se per un’area si progetta qualcosa poi bisogna anche prendersene cura».
Enrico Vincenzi
Il risultato è una jungla in cui la vegetazione cresce indisturbata con tutti i problemi del caso. «Dentro all’erba alta si nascondono bisce e topi che nidificano e aumentano - dice Bruzzi - Per fortuna poi l’area è fuori mano, altrimenti diventerebbe un luogo perfetto per nascondere i rifiuti, che infatti vengono gettati in una piazzola qui vicino».
Oltre all’igiene, occorre prestare attenzione alla sicurezza. Bruzzi, infatti, spiega che «sotto la vegetazione c’è un grosso tappeto di erba secca. Basta che qualcuno getti un mozzicone e può scatenarsi un incendio».
Oltre a ciò, continua il residente, lo stato attuale della vegetazione vanifica i piani originari della Provincia per la piccola area verde. «All’inizio erano state poste a dimora molte piante, ma sono state messe troppo vicine tra loro, e non si sono estirpate a dovere le viti che c’erano in precedenza. Risultato? Un brutto e intricato groviglio di piante, difficile da mantenere, con le viti che soffocano gli arbusti più giovani». Date queste problematiche, in zona si chiede un intervento da parte della Provincia, ente proprietario del terreno, perché pulisca l’area e migliori di conseguenza il decoro di quel tratto di tangenziale. «Dicono che non ci sono le risorse economiche - ammette Bruzzi -, ma se per un’area si progetta qualcosa poi bisogna anche prendersene cura».
Enrico Vincenzi
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