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Mirandola: Buon viaggio, Alessandro “Vagabondo” del mondo

di Valentina Corsini
Mirandola: Buon viaggio, Alessandro “Vagabondo” del mondo

 A 24 anni e con pochi soldi in tasca vuole raggiungere il Perù e gli Usa «Girerò due anni senza un piano preciso, ma solo per scoprire le grandi bellezze»

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MIRANDOLA. Potrebbe essere un nuovo Chris McCandless, il ragazzo statunitense di buona famiglia che si avventurò in un lungo vagabondare attraverso gli States, arrivando fino in Alaska, protagonista del libro “Into the Wild” di Jon Krakauer, da cui Sean Penn nel 2007 trasse l’omonimo film di successo su pezzi di Eddie Vedder dei Pearl Jam. È emozionante scrivere di Alessandro Tomasi sapendo che porterà queste righe con sé, domani, quando partirà dalla sua Mirandola, dove vive con la famiglia, per intraprendere un viaggio “All over the World” di 24 mesi senza prendere nessun aereo.

Questa l’impresa un po’ folle e ad alto tasso di adrenalina di un ragazzo che di anni ne compie appena 24 proprio oggi. E quale regalo migliore da scartare se non quello di aprire gli occhi sul mondo intero, vivendolo a pieno? «Ho deciso di buttarmi in questa avventura sei mesi fa - racconta - mi sono chiesto: cos’è che mi rende felice davvero? E la risposta è stata viaggiare, perché non c’è niente che arricchisca di più. Così mi sono licenziato dalla ditta in cui lavoravo come operaio, ho cercato di risparmiare un po’ e domani partirò dalla stazione dei treni di Mirandola per farvi ritorno solo il 15 luglio del 2019».

Se per i Negrita era un “Rotolando verso Sud” la bussola di Alessandro è invece puntata in tutt’altra direzione, l’Est Europa e l’Asia: «La prima tappa sarà Cracovia, dove mi ospiterà un amico, poi Varsavia, Riga e infine Mosca dove prenderò la Transiberiana arrivando fin in Mongolia e poi in Cina. Mi sposterò solo a bordo dei treni o a piedi, con un budget di 15-20 euro al giorno, dormendo negli ostelli e trovando tramite la piattaforma online “Workaway”, la possibilità di avere vitto e alloggio dietro la prestazione di lavoro occasionale. Ma sono aperto a tutto, l’importante per me è conoscere più posti e persone possibili, assaporando a pieno realtà, costumi e lingue locali».

Inseguendo quella che è una vera e propria passione per la natura: «Sogno di vedere la Thailandia, gli sconfinati paesaggi del Myanmar, di fare trekking sulle cime del Nepal e di arrivare entro un anno in Australia. Poi da lì non ho una meta precisa, deciderà il caso. Anche se mi piacerebbe prendere una nave cargo e arrivare fino in Perù a Machu Picchu e infine attraversare il Grand Canyon negli Stati Uniti. Non sarà facile, ma se ce la farò sarà una gran soddisfazione, perché la felicità maggiore deriva sempre dalla sofferenza».

Un tour del Globo in 730 giorni nato da un incontro speciale: «Claudio Pelizzeni, che ha compiuto il giro del mondo in mille giorni senza prendere aerei, ha tranquillizzato me, i miei genitori e mio fratello sulla fattibilità dell’impresa. Che documenterò passo dopo passo da fotoreporter sul mio blog Journey 24. E quando torno la celebrerò con un tattoo significativo: “Pensa se non ci avessi provato…».
 

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