Pizzolato: seconda richiesta di estradizione ma la Cassazione chiede accertamenti
Ulteriori accertamenti perottenere dal Governo brasiliano garanzie sul penitenziario nel quale Henrique Pizzolato (nella foto) dovrebbe scontare un'ulteriore pena. Li ha disposti la Corte di...
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Ulteriori accertamenti per
ottenere dal Governo brasiliano garanzie sul penitenziario nel quale Henrique Pizzolato (nella foto) dovrebbe scontare un'ulteriore pena. Li ha disposti la Corte di Cassazione, nel secondo procedimento di estradizione a carico del banchiere italo-brasiliano, ex dirigente del Banco do Brasil coinvolto nella tangentopoli “Mensalao”, condannato in Brasile, arrestato a febbraio 2014 a Maranello e poi estradato ad ottobre 2015. Da allora è detenuto nel carcere brasiliano di Papuda.
La seconda richiesta di estradizione avanzata dal Brasile riguardava altre accuse rispetto alla condanna a 12 anni e sette mesi, ed era stata accolta parzialmente dalla Corte di Appello di Bologna, lo scorso marzo. Il difensore di Pizzolato, l'avvocato modenese Alessandro Sivelli, è ricorso alla Cassazione che, prima di decidere, ha chiesto approfondimenti. «È stato infatti provato - dice il legale - che il Governo brasiliano non ha rispettato gli impegni che si era assunto». Pizzolato «è stato infatti trasferito per alcuni giorni in una cella di pochi metri quadrati con undici detenuti, un unico bagno, con ciotole per il pasto senza posate e gli sono stati vietati i colloqui con la moglie e con il difensore». Inoltre, «nonostante da più di un anno abbia maturato il diritto ad usufruire del regime di semilibertà, tale beneficio non gli è stato ancora pretestuosamente applicato». Concesso a fine maggio, il beneficio non è ancora stato eseguito.
ottenere dal Governo brasiliano garanzie sul penitenziario nel quale Henrique Pizzolato (nella foto) dovrebbe scontare un'ulteriore pena. Li ha disposti la Corte di Cassazione, nel secondo procedimento di estradizione a carico del banchiere italo-brasiliano, ex dirigente del Banco do Brasil coinvolto nella tangentopoli “Mensalao”, condannato in Brasile, arrestato a febbraio 2014 a Maranello e poi estradato ad ottobre 2015. Da allora è detenuto nel carcere brasiliano di Papuda.
La seconda richiesta di estradizione avanzata dal Brasile riguardava altre accuse rispetto alla condanna a 12 anni e sette mesi, ed era stata accolta parzialmente dalla Corte di Appello di Bologna, lo scorso marzo. Il difensore di Pizzolato, l'avvocato modenese Alessandro Sivelli, è ricorso alla Cassazione che, prima di decidere, ha chiesto approfondimenti. «È stato infatti provato - dice il legale - che il Governo brasiliano non ha rispettato gli impegni che si era assunto». Pizzolato «è stato infatti trasferito per alcuni giorni in una cella di pochi metri quadrati con undici detenuti, un unico bagno, con ciotole per il pasto senza posate e gli sono stati vietati i colloqui con la moglie e con il difensore». Inoltre, «nonostante da più di un anno abbia maturato il diritto ad usufruire del regime di semilibertà, tale beneficio non gli è stato ancora pretestuosamente applicato». Concesso a fine maggio, il beneficio non è ancora stato eseguito.
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