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Angeli che “ringiovaniscono” gli ospiti di Villa Rosati
CAVEZZO. C’è il sorriso dolce e pacato di Tullia, che aiuta gli anziani «a leggere i quotidiani, tenendogli le mani ed ascoltandoli». C’è l’entusiasmo contagioso e la gioia negli occhi, commossi, di...
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CAVEZZO. C’è il sorriso dolce e pacato di Tullia, che aiuta gli anziani «a leggere i quotidiani, tenendogli le mani ed ascoltandoli».
C’è l’entusiasmo contagioso e la gioia negli occhi, commossi, di Cristina, che racconta di «suggerire loro i numeri della Tombola quando si gioca, suscitando felicità».
C’è la voglia di aiutare il prossimo, ricevendo in cambio lo stesso affetto, nelle parole di queste signore di Cavezzo. Due delle cinque volontarie che spendono il loro tempo libero facendo compagnia ad alcuni dei 57 anziani della Casa protetta Villa Rosati. Un progetto nato dalla collaborazione tra Coop Elleuno, associazione Avo di Mirandola, Comune di Cavezzo e comitato dei famigliari degli anziani: «Tutto è partito a marzo e siamo sempre alla ricerca di nuovi volontari - spiega Martina Calzolari, una delle infermiere - l’ultima arrivata è una ragazza che fa parte di un progetto scolastico. Il loro è un gesto d’amore spontaneo».
«L’aiuto dei volontari è prezioso, sono il nostro valore aggiunto - puntualizza la collega Elvia - non riusciremmo a tenere tanta compagnia agli ospiti».
Momenti di spensieratezza per queste persone, che vanno dai 60 anni fino ai 101 di Velia, grazie al contributo delle volontarie che hanno frequentato dei corsi tenuti da medici. «Quando leggiamo il giornale c’è chi si ricorda della Resistenza e dei cioccolatini che gli Americani regalavano a tutti - afferma Tullia - o chi vuole subito passare all’oroscopo se le notizie sono troppo brutte. I loro racconti arricchiscono anche la mia vita».
«Io ho avuto mia mamma ospite qui, so cosa vuol dire - riprende Cristina - è bello stare con loro. C’è chi mi racconta di mio padre e chi invece mi detta ricette. Quando poi li portiamo fuori per un gelato o al mercato, ringiovaniscono, li fa sentire ancora parte della vita del paese. E averli visti sorridere e cantare insieme a noi per la festa che abbiamo fatto il 17 giugno, è stata un’emozione da sciogliermi il cuore». (valentina corsini)
C’è l’entusiasmo contagioso e la gioia negli occhi, commossi, di Cristina, che racconta di «suggerire loro i numeri della Tombola quando si gioca, suscitando felicità».
C’è la voglia di aiutare il prossimo, ricevendo in cambio lo stesso affetto, nelle parole di queste signore di Cavezzo. Due delle cinque volontarie che spendono il loro tempo libero facendo compagnia ad alcuni dei 57 anziani della Casa protetta Villa Rosati. Un progetto nato dalla collaborazione tra Coop Elleuno, associazione Avo di Mirandola, Comune di Cavezzo e comitato dei famigliari degli anziani: «Tutto è partito a marzo e siamo sempre alla ricerca di nuovi volontari - spiega Martina Calzolari, una delle infermiere - l’ultima arrivata è una ragazza che fa parte di un progetto scolastico. Il loro è un gesto d’amore spontaneo».
«L’aiuto dei volontari è prezioso, sono il nostro valore aggiunto - puntualizza la collega Elvia - non riusciremmo a tenere tanta compagnia agli ospiti».
Momenti di spensieratezza per queste persone, che vanno dai 60 anni fino ai 101 di Velia, grazie al contributo delle volontarie che hanno frequentato dei corsi tenuti da medici. «Quando leggiamo il giornale c’è chi si ricorda della Resistenza e dei cioccolatini che gli Americani regalavano a tutti - afferma Tullia - o chi vuole subito passare all’oroscopo se le notizie sono troppo brutte. I loro racconti arricchiscono anche la mia vita».
«Io ho avuto mia mamma ospite qui, so cosa vuol dire - riprende Cristina - è bello stare con loro. C’è chi mi racconta di mio padre e chi invece mi detta ricette. Quando poi li portiamo fuori per un gelato o al mercato, ringiovaniscono, li fa sentire ancora parte della vita del paese. E averli visti sorridere e cantare insieme a noi per la festa che abbiamo fatto il 17 giugno, è stata un’emozione da sciogliermi il cuore». (valentina corsini)
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