castelvetro
Il romanzo noir emiliano tra intrigo, caos e tanta nebbia
CASTELVETRO. Si è tinta di “Sfumature di noir emiliano” la serata di giovedì sera. L’occasione è stata l’incontro con tre scrittori, Roberto Carboni, Elisa Eliselle Guidelli e Luca Occhi, moderati...
3 MINUTI DI LETTURA
CASTELVETRO. Si è tinta di “Sfumature di noir emiliano” la serata di giovedì sera. L’occasione è stata l’incontro con tre scrittori, Roberto Carboni, Elisa Eliselle Guidelli e Luca Occhi, moderati da Giusy Giulianini e Laura Piva che, nell’oratorio Sant’Antonio, hanno accompagnato il pubblico in un incontro andato ben oltre la presentazione di tre romanzi, diventando piuttosto un viaggio trasversale tra citazioni, autori, generi, differenze, aneddoti, battute e risate, in cui ognuno di loro ha contribuito ad arricchire il “quadro” finale.
«Il noir non è un genere letterario come il giallo - ha esordito Carboni, autore di “Dalla morte in poi. Delirio e follia a Bologna” (Ed. Fratelli Frilli) - non segue lo schema in cui accade qualcosa - un omicidio - e noi sappiamo già che qualcuno è lì apposta per ripristinare l’ordine. Pensate a Miss Marple o Poirot. Noi sappiamo che risolveranno il caso. Sono lì per quello. In fondo anche la vittima è uno strumento per far partire l’ingranaggio. Il noir invece è caos. Inizia dal caos, che dici: peggio di così non si può, e invece sei solo all’inizio e a ogni pagina peggiora. Dilaga e basta, come un immenso fiume melmoso che esonda. Pieno di detriti, trascina tutto e non ci ragioni. Non fa quello che ti aspetti perché non è politicamente corretto».
In una intervista tempo fa Massimo Carlotto ha definito il noir (mediterraneo) come una percezione nata dal “senso di appartenenza che molti autori hanno sentito verso la propria terra, portandoli quindi a raccontare gli aspetti meno piacevoli. Il noir mediterraneo inteso come tale è figlio di quel giornalismo d’inchiesta che è stato (almeno in Italia) distrutto da un oggetto incredibilmente efficace: la querela”.
Ecco. Ci sta bene questa riflessione e ben si lega al romanzo di Elisa Eliselle Guidelli “Il colore della nebbia” (Damster edizioni), ambientato a Modena, con molte, più di venti, voci narranti, senza contare le polaroid date dai titoli dei quotidiani, dai sottopancia dei telegiornali e dalle considerazioni delle persone comuni. Un vero romanzo corale. «Alla scoperta del cadavere di una bambina in un fosso - ha spiegato l’autrice - la morbosità prende il posto della pietà, a Modena, dove è ambientato il romanzo, e tutti i personaggi, nessuno escluso, si trovano a fare i conti con quella nebbia che credono di conoscere. Ma che ha ormai assorbito tutti i miasmi del male».
Ha parlato del suo primo noir, infine, Luca Occhi: “Il cainita” di Damster Edizioni “ha come protagonista un commissario disilluso che si trova, suo malgrado, ad affrontare uno sfuggente serial killer che uccide solo persone per bene e che lo porterà fuori dalla sua ormai naturale comfort zone. Trasformandolo. Come dice Stephen King i mostri sono realtà e anche i fantasmi lo sono. Vivono dentro di noi e a volte vincono”.
L’evento è stato possibile grazie all’assessore alla Cultura, Giorgia Mezzacqui, in collaborazione con biblioteca comunale e associazione culturale Thrillernord.
Monica Tappa
«Il noir non è un genere letterario come il giallo - ha esordito Carboni, autore di “Dalla morte in poi. Delirio e follia a Bologna” (Ed. Fratelli Frilli) - non segue lo schema in cui accade qualcosa - un omicidio - e noi sappiamo già che qualcuno è lì apposta per ripristinare l’ordine. Pensate a Miss Marple o Poirot. Noi sappiamo che risolveranno il caso. Sono lì per quello. In fondo anche la vittima è uno strumento per far partire l’ingranaggio. Il noir invece è caos. Inizia dal caos, che dici: peggio di così non si può, e invece sei solo all’inizio e a ogni pagina peggiora. Dilaga e basta, come un immenso fiume melmoso che esonda. Pieno di detriti, trascina tutto e non ci ragioni. Non fa quello che ti aspetti perché non è politicamente corretto».
In una intervista tempo fa Massimo Carlotto ha definito il noir (mediterraneo) come una percezione nata dal “senso di appartenenza che molti autori hanno sentito verso la propria terra, portandoli quindi a raccontare gli aspetti meno piacevoli. Il noir mediterraneo inteso come tale è figlio di quel giornalismo d’inchiesta che è stato (almeno in Italia) distrutto da un oggetto incredibilmente efficace: la querela”.
Ecco. Ci sta bene questa riflessione e ben si lega al romanzo di Elisa Eliselle Guidelli “Il colore della nebbia” (Damster edizioni), ambientato a Modena, con molte, più di venti, voci narranti, senza contare le polaroid date dai titoli dei quotidiani, dai sottopancia dei telegiornali e dalle considerazioni delle persone comuni. Un vero romanzo corale. «Alla scoperta del cadavere di una bambina in un fosso - ha spiegato l’autrice - la morbosità prende il posto della pietà, a Modena, dove è ambientato il romanzo, e tutti i personaggi, nessuno escluso, si trovano a fare i conti con quella nebbia che credono di conoscere. Ma che ha ormai assorbito tutti i miasmi del male».
Ha parlato del suo primo noir, infine, Luca Occhi: “Il cainita” di Damster Edizioni “ha come protagonista un commissario disilluso che si trova, suo malgrado, ad affrontare uno sfuggente serial killer che uccide solo persone per bene e che lo porterà fuori dalla sua ormai naturale comfort zone. Trasformandolo. Come dice Stephen King i mostri sono realtà e anche i fantasmi lo sono. Vivono dentro di noi e a volte vincono”.
L’evento è stato possibile grazie all’assessore alla Cultura, Giorgia Mezzacqui, in collaborazione con biblioteca comunale e associazione culturale Thrillernord.
Monica Tappa
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google