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Schianto a Montese: muore carrozziere

Schianto a Montese: muore carrozziere

Guido Menozzi, 63 anni, è uscito di strada a Rondoni finendo contro un muretto. Lascia moglie e due figli. Amava il canto

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MONTESE. Guido Menozzi è morto a 63 anni nella borgata di Rondoni, a metà strada tra Maserno e Castelluccio. Stava percorrendo la strada provinciale 34, quella che sale da Montese e porta poi fin quasi a Lizzano Belvedere.

Ieri mattina poco dopo le 8, stava guidando la sua Fiat in direzione Castelluccio, quando appena prima di Rondoni ne ha perso il controllo. Prima è uscito di strada, poi ha trovato davanti a sè un dislivello di pochi metri in cui l’auto è caduta e infine il muretto di un’abitazione. Non ha avuto modo di modificare la direzione della sua traiettoria e si è schiantato.

Per soccorrere Guido la centrale del 118 ha convogliato sul posto un’ambulanza, il cui personale sanitario ha immediatamente chiesto il supporto non solo dell’elisoccorso, ma anche dei vigili del fuoco. Ma per il 63enne c’è stato poco da fare, è morto sul colpo. E dire che la vettura riportava chiaramente i segni dello schianto, ma certo non si poteva definire “distrutta”. Per questo, almeno per ora, non si può escludere come causa dell’incidente il malore. Risposte si avranno dagli accertamenti autoptici che verranno effettuati presso la Medicina Legale del Policlinico di Modena, dove la salma è stata trasportata dalle onoranze funebri Ferroni.

Sul posto, oltre ad una squadra dei vigili del fuoco di Pavullo, anche i carabinieri e la polizia municipale: quest’ultima si è occupata dei rilievi.

Immensa la commozione e il dolore a Montese: «Rimaniamo esterrefatti dalla tragedia - spiega il sindaco Mazza - lo conoscevo da quando eravamo ragazzi. Persona nata e vissuta sempre a Montese, padre di una famiglia operosa».

Guido Menozzi viveva a Montese con la moglie Rita e qui lavorava: era infatti il fondatore della carrozzeria Menozzi di via Righi. Un’attività in cui erano coinvolti anche i due figli - ormai più che trentenni - in particolare Thomas. Mentre Matteo, dopo l’esperienza nella ditta di famiglia, aveva deciso di intraprendere la carriera di vigile del fuoco: è tuttora distaccato presso la caserma di Vignola.

Con i figli, Guido condivideva anche la passione per il calcio, ma ciò che amava di più era il canto.

Faceva parte, infatti, del coro di Monteforte e proprio giovedì sera si era esibito al Santuario di Verrucchio di Zocca durante una celebrazione vicariale.

«Aveva una voce tenue e delicata, da tenore», ricorda con affetto il professor Romagnoli, responsabile del coro. «Era una colonna del “Monteforte”, da anni era con noi».

Guido, inoltre, si occupava del podere “I Vignoli” e non era raro vederlo camminare con il suo asino per portare il latte al caseificio: e mentre lo faceva, cantava. (gib)



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