Un vandalo dei bus “evade” dalla comunità e scappa con un’auto rubata
Nella tarda serata di giovedì, uno dei vandali che hanno rubato cinque bus Seta per poi schiantarsi contro il Meucci è evaso dalla comunità in cui è ritornato dopo l’udienza di giovedì pomeriggio,...
CARPI. Nella tarda serata di giovedì, uno dei vandali che hanno rubato cinque bus Seta per poi schiantarsi contro il Meucci è evaso dalla comunità in cui è ritornato dopo l’udienza di giovedì pomeriggio, durante la quale il Tribunale dei Minori di Bologna ha stabilito la pena di due anni di carcere per ciascuno dei tre.
Si tratta del più grande del gruppo, diventato nel frattempo diventato maggiorenne e scappato dalla comunità di Macerata dove era stato trasferito dopo il mese di reclusione scontato al carcere Pratello di Bologna. Insieme ad un complice, anch’egli ospite della comunità, il 18enne ha rubato un’auto parcheggiata nei pressi della struttura ed è scappato. Il giovane si trovava lì dopo essere già più volte fuggito dalla comunità nella quale era ospitato a Imola e aver commesso ulteriori atti di vandalismo in giro per la città. Ora è scattata la caccia al giovane il quale ha così ulteriormente aggravato la propria posizione.
Il sindaco Alberto Bellelli non esita a parlare di “città gravemente ferita” dal grave comportamento dei vandali e sottolinea come i lavori socialmente utili avrebbero consentito ai tre giovani di restituire qualcosa alla comunità, pesantemente danneggiata dal gesto ingiustificabile.
«Non commento la sentenza in sè, d’altronde avevamo chiesto, noi per primi, una pena esemplare - spiega il primo cittadino - Vorrei solo evidenziare che, come anticipato in Consiglio comunale, l’amministrazione si è dimostrata disponibile ad una soluzione ulteriore e ha inteso dare al Giudice la possibilità di integrare la pena con una forma di restituzione rieducativa alla nostra comunità così duramente colpita da questo atto. La città ha avuto una grave ferita dai tre. E mi auguro che il fuggitivo possa essere catturato prima possibile e sia assicurato alla giustizia». Il sindaco, prima dell’udienza di giovedì, ha spedito due lettere: una all’avvocato difensore, la seconda al Tribunale dei Minori. Con una delle missive specificava la possibilità che i tre fossero impegnati nell’assistere gli anziani in un centro diurno. La difesa ha annunciato di voler ricorrere in Appello.
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