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Abbracci gratis, l’ultima bella idea di Elena

Abbracci gratis, l’ultima bella idea di Elena

Formigine. Ne ha dispensati in piazza. «Prima la diffidenza, poi qualcosa si è sciolto e venivano tutti»

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FORMIGINE. «Abbracciarsi è meraviglioso», dice Elena. Così ha pensato: «Perché non posso regalare abbracci al mondo?». Ha battuto la diffidenza, si è fatta coraggio e ha passeggiato per Formigine con un cartello in mano che recitava: “Abbracci gratis”. Quindi chi si trovava ai piedi del Castello per l’abituale appuntamento estivo dei mercoledì di luglio, tra shopping nei negozi, un panino e un concerto si è imbattuto in lei, Elena Barbieri, che è anche l’ideatrice della Biblioteca del Gufo. E dopo un’iniziale diffidenza, in tanti si sono presi quell’abbraccio: giovani, bimbi e anziani, sia donne che uomini.

«La prima volta che ho visto questo genere di iniziativa è stato a Roma cinque anni fa - racconta Elena - La paura di ripetere la stessa cosa a Formigine, essendo un paese piccolo, era che la gente non capisse. Ti metti di fronte a chi non conosci e ti devi fidare. Ed oggi riuscire a fidarsi degli altri è davvero difficile. Ma l’abbraccio è una cosa talmente naturale che volevo farla».

Accompagnata da suo marito e dalla “combriccola del gufo” ci ha provato e si è lanciata: «Come avevo previsto all’inizio è stato difficile, perché ci guardavano e non capivano. “Ma cosa vuol dire abbracci gratis”, si dicevano. Forse qualcuno aveva l’impressione che volessimo vendere chissà cosa oppure addirittura rubare il portafoglio. In realtà poi il primo è stato un mio conoscente. L’ho visto tra i suoi amici, mi sono avvicinata e ci siamo abbracciati. Da lì tutto è cambiato, perché poi quando le altre persone hanno visto che si trattava davvero solo di un abbraccio, qualcosa di basilare, ma meraviglioso mi venivano incontro e si lanciavano nell’abbraccio. Devo dire soprattutto i giovani, in particolare le ragazzine, forse perché avevano già visto la cosa su internet, ed è stato meraviglioso. Poi tantissimi bambini, che sono stati fantastici: da lontano mi correvano in braccio. Ma anche le persone anziane, che ne hanno davvero bisogno, perché per loro il contatto fisico diventa sempre più raro».

Ed infatti Elena si è avvicinata a due pensionati e ha chiesto se volessero un abbraccio: «Loro mi hanno guardato con gli occhi sgranati “Ma chi? Noi?!? Sì, sì!”. Ci siamo abbracciati e mi hanno ringraziato. È stato bellissimo vedere la loro reazione di gioia. Perché le persone non si aspettano un’esperienza del genere». E nemmeno Elena se l’aspettava: «Ridevo come una matta. Mi è dispiaciuto solo che qualcuno si sia girato dall’altra parte. Si sono fermati anche tanti ragazzi di colore, una addirittura mi ha baciato e chiamato “Mamy”». C’è anche chi ha rifiutato («No, mia moglie si arrabbia» oppure «No, ho appena mangiato la cipolla»), ma a fine serata gli abbracci sono stati decine. E tanti hanno scritto a Elena dispiaciuti di non essere stati in piazza l’altra sera. Ma Elena li rincuora: «A settembre lo rifaremo».(gib)

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