Bavutti, un secolo di storia che ha il profumo del pane
di Valentina Corsini
La stessa famiglia gestisce il forno dal 1891, quando nonno Velio iniziò l’attività Nicoletta: «Portiamo avanti l’arte della panificazione trasmessaci da mio padre»
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«Sono l’ultima di una serie di generazioni di panificatori che qui si sono succedute fin dal 1891». Custode della lunga tradizione di famiglia, quella dell’antico Forno Bavutti di piazza Roma a Bomporto, è Nicoletta, figlia di Giuseppe Bavutti e nipote di nonno Velio, le due colonne portanti di un’attività artigianale e famigliare che ha attraversato più di un secolo di vita.
«Siamo un piccolo forno artigianale e lavoriamo più per la qualità che per la quantità - puntualizza Nicoletta - mio padre mi ha insegnato l’arte della panificazione e oggi, insieme alla mia famiglia, cerco di portarla avanti con le sue metodologie, quelle che permettono di produrre un pane più buono e naturale possibile, come si faceva una volta. Ecco perché utilizziamo solo lievito madre, farina e olio di ottima qualità. Quando il babbo ci ha lasciati nel 2003, dopo una brutta malattia, è stato mio marito Silvio Bavieri a raccoglierne il testimone come fornaio, mentre mio fratello Luca si occupa della cottura e della lievitazione». Poi l’arte dolciaria, che in questa bottega dal cuore antico la si deve proprio alle mani di Nicoletta e agli insegnamenti di un maestro d’eccezione. «È stato Roberto Solmi, rinomato pasticcere di Modena, a trasmettermi tutto quello che so sui dolci, soprattutto modenesi -spiega - è grazie a lui se ho imparato a fare la torta tipo Barozzi e quella di tagliatelline, gli amaretti tipo Modena e il mandorlato. Il nostro è un lavoro di squadra in cui oggi “giocano” anche mia sorella, mio cognato, mia cugina e mia figlia Marianna».
Parte integrante della grande Famiglia Bavutti, la clientela, fidelizzata nel tempo. «Abbiamo molti clienti affezionati e storici sia di Bomporto che dei paesi vicini - spiega Nicoletta - inoltre vendendo all’ingrosso impasto per gnocco fritto e tigelle, in tanti vengono ad acquistarlo da noi sia da Carpi che da Modena. Abbiamo attraversato varie difficoltà negli anni, come la terribile alluvione del 2014, il rifacimento della piazza e quello del ponte sul Panaro, ma siamo ancora qua. E ai giovani dico che sì, è un mestiere duro quello del fornaio, ma regala anche tante soddisfazioni».
«Siamo un piccolo forno artigianale e lavoriamo più per la qualità che per la quantità - puntualizza Nicoletta - mio padre mi ha insegnato l’arte della panificazione e oggi, insieme alla mia famiglia, cerco di portarla avanti con le sue metodologie, quelle che permettono di produrre un pane più buono e naturale possibile, come si faceva una volta. Ecco perché utilizziamo solo lievito madre, farina e olio di ottima qualità. Quando il babbo ci ha lasciati nel 2003, dopo una brutta malattia, è stato mio marito Silvio Bavieri a raccoglierne il testimone come fornaio, mentre mio fratello Luca si occupa della cottura e della lievitazione». Poi l’arte dolciaria, che in questa bottega dal cuore antico la si deve proprio alle mani di Nicoletta e agli insegnamenti di un maestro d’eccezione. «È stato Roberto Solmi, rinomato pasticcere di Modena, a trasmettermi tutto quello che so sui dolci, soprattutto modenesi -spiega - è grazie a lui se ho imparato a fare la torta tipo Barozzi e quella di tagliatelline, gli amaretti tipo Modena e il mandorlato. Il nostro è un lavoro di squadra in cui oggi “giocano” anche mia sorella, mio cognato, mia cugina e mia figlia Marianna».
Parte integrante della grande Famiglia Bavutti, la clientela, fidelizzata nel tempo. «Abbiamo molti clienti affezionati e storici sia di Bomporto che dei paesi vicini - spiega Nicoletta - inoltre vendendo all’ingrosso impasto per gnocco fritto e tigelle, in tanti vengono ad acquistarlo da noi sia da Carpi che da Modena. Abbiamo attraversato varie difficoltà negli anni, come la terribile alluvione del 2014, il rifacimento della piazza e quello del ponte sul Panaro, ma siamo ancora qua. E ai giovani dico che sì, è un mestiere duro quello del fornaio, ma regala anche tante soddisfazioni».
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