aveva anche rubato una macchina
Catturato il vandalo “evaso”: era tornato a casa dalla madre
È durata poco più di 24 ore la fuga del vandalo, evaso dalla comunità di Macerata dov’era ritornato dopo il carcere. Il giovane appartiene alla banda che lo scorso aprile ha rubato cinque bus Seta...
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È durata poco più di 24 ore la fuga del vandalo, evaso dalla comunità di Macerata dov’era ritornato dopo il carcere. Il giovane appartiene alla banda che lo scorso aprile ha rubato cinque bus Seta per poi schiantarsi contro l’ingresso del Meucci. Il ragazzo aveva tentato di scappare già un paio di volte dalla comunità in cui si trovava in precedenza a Imola. Quindi, per lui si erano aperte le porte del carcere. Il terzo tentativo di fuga era riuscito: lo studente aveva rubato un’automobile parcheggiata davanti alla struttura di cui è ospite, a Macerata, poi è fuggito insieme a un “coinquilino” spagnolo. I due sono stati ritrovati dai carabinieri della Compagnia di Carpi durante la serata di venerdì.
I militari hanno prima rintracciato il complice, fermo nei pressi di un bar di via Roosevelt. Una volta interrogato, il ragazzo ha confessato dove si trovava l’amico, che nel frattempo era rientrato a casa, dalla madre. I carabinieri lo hanno immediatamente rintracciato ed entrambi i giovani sono stati riportati in comunità a Macerata.
La posizione dello studente che, insieme ad altri due, ha devastato il Meucci, dopo avere scorrazzato senza patente alla guida dei bus, si aggraverà inevitabilmente.
I tre, nella giornata di giovedì, sono stati condannati a due anni di carcere dal Tribunale dei Minori. La difesa presenterà l’appello contro questa sentenza, ma, intanto, i tre rimarranno in comunità. Al contrario di quanto richiesto dall’avvocato Mario Di Frenna, che li assiste, e dal sindaco Alberto Bellelli che, in due lettere, aveva presentato la possibilità che i tre prestassero lavori socialmente utili di assistenza agli anziani in un centro diurno, una struttura cittadina gestita dall’Asp.
«In questo modo avrebbero potuto restituire qualcosa alla comunità che hanno danneggiato pesantemente - ha avuto modo di dire il primo cittadino - La città è stata gravemente colpita dal loro gesto». (s.a.)
I militari hanno prima rintracciato il complice, fermo nei pressi di un bar di via Roosevelt. Una volta interrogato, il ragazzo ha confessato dove si trovava l’amico, che nel frattempo era rientrato a casa, dalla madre. I carabinieri lo hanno immediatamente rintracciato ed entrambi i giovani sono stati riportati in comunità a Macerata.
La posizione dello studente che, insieme ad altri due, ha devastato il Meucci, dopo avere scorrazzato senza patente alla guida dei bus, si aggraverà inevitabilmente.
I tre, nella giornata di giovedì, sono stati condannati a due anni di carcere dal Tribunale dei Minori. La difesa presenterà l’appello contro questa sentenza, ma, intanto, i tre rimarranno in comunità. Al contrario di quanto richiesto dall’avvocato Mario Di Frenna, che li assiste, e dal sindaco Alberto Bellelli che, in due lettere, aveva presentato la possibilità che i tre prestassero lavori socialmente utili di assistenza agli anziani in un centro diurno, una struttura cittadina gestita dall’Asp.
«In questo modo avrebbero potuto restituire qualcosa alla comunità che hanno danneggiato pesantemente - ha avuto modo di dire il primo cittadino - La città è stata gravemente colpita dal loro gesto». (s.a.)
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