Dopo gli spari chiuso il night Big Bijou
di Stefano Totaro
Dal questore il provvedimento d'urgenza per la presenza di pregiudicati: sospese le licenze del locale per quindici giorni
2 MINUTI DI LETTURA
Dopo gli spari per il Big Bijou, è arrivata l’immediata chiusura, con sospensione delle licenze, disposta dal questore Paolo Fassari. Il night club, il circolo privato in via Lucca, resterà chiuso per quindici giorni. Si tratta del provvedimento, che è stato adottato d’urgenza, di sospensione delle licenze, emesso nei confronti del titolare delle autorizzazioni, un marocchino residente a Modena di 44 anni. Il tutto lo si deve al fatto che la squadra amministrativa della questura ha verificato nel locale la presenza di persone gravate da precedenti di polizia: e così, come previsto dal testo unico per la pubblica sicurezza, è scattata la sospensione per due settimane.
Persone con precedenti, dunque, ovvero quel Rocco Ambrisi, 43 anni, che l’altra notte non ha esitato a svuotate un caricatore di una pistola semiautomatica contro l’ingresso del locale per intimidire lo staff del Big Bijou, come lui stesso ha riferito agli inquirenti, per vendicarsi del trattamento che avevano subìto poco prima lui e un suo amico. I due infatti erano nel locale e avevano bevuto parecchio. L’amico, in modo particolare, tant'è che è stato male e ha iniziato a vomitare ovunque. Agli inviti ad allontanarsi, a recarsi in bagno e ad avere un comportamento consono è nata una lite, i due sono stati mandati fuori e c’è stato un alterco più acceso, una lite con un buttafuori. Passata una mezz’ora dall’allontanamento, come hanno anche filmato le telecamere del sistema di videosorveglianza del locale e quella della pizzeria attigua, Ambrisi è ritornato davanti al Big Bijou e ha sparato una decina di colpi contro l’ingresso. Colpi contro la porta ma anche colpi che si sono conficcati lungo le scale, sino alla fine della prima rampa. Fortunatamente nessuno in quel frangente era sceso o si trovava nei paraggi. Ambrisi, dopo gli spari, si è allontanato ma in breve tempo, quello dei primi accertamenti, l’ascolto delle testimonianze e l’osservazione dei filmati, la polizia è andata a prelevarlo a casa dal suo amico. È stato pertanto portato in questura e interrogato: in sostanza Ambrisi ha ammesso di aver sparato per vendetta, per rifarsi del trattamento avuto nel locale. Un “lei non sa chi sono io” detto a colpi di pistola. Ma la pistola non c’è, ha riferito di averla gettata chissà dove e di non ricordare perché era ubriaco. Dunque la polizia non può accertarne la detenzione abusiva. La polizia lo ha pertanto denunciato per minacce aggravate. È a piede libero. E per quel che riguarda l’inchiesta Intoccabili, niente più arresti domiciliari perché sono scaduti i termini. Ora non ha alcuna restrizione. Toccherà quindi all'autorità giudiziaria valutare le prossime mosse, soprattutto in riferimento alla “pericolosità sociale” del 43enne.
Persone con precedenti, dunque, ovvero quel Rocco Ambrisi, 43 anni, che l’altra notte non ha esitato a svuotate un caricatore di una pistola semiautomatica contro l’ingresso del locale per intimidire lo staff del Big Bijou, come lui stesso ha riferito agli inquirenti, per vendicarsi del trattamento che avevano subìto poco prima lui e un suo amico. I due infatti erano nel locale e avevano bevuto parecchio. L’amico, in modo particolare, tant'è che è stato male e ha iniziato a vomitare ovunque. Agli inviti ad allontanarsi, a recarsi in bagno e ad avere un comportamento consono è nata una lite, i due sono stati mandati fuori e c’è stato un alterco più acceso, una lite con un buttafuori. Passata una mezz’ora dall’allontanamento, come hanno anche filmato le telecamere del sistema di videosorveglianza del locale e quella della pizzeria attigua, Ambrisi è ritornato davanti al Big Bijou e ha sparato una decina di colpi contro l’ingresso. Colpi contro la porta ma anche colpi che si sono conficcati lungo le scale, sino alla fine della prima rampa. Fortunatamente nessuno in quel frangente era sceso o si trovava nei paraggi. Ambrisi, dopo gli spari, si è allontanato ma in breve tempo, quello dei primi accertamenti, l’ascolto delle testimonianze e l’osservazione dei filmati, la polizia è andata a prelevarlo a casa dal suo amico. È stato pertanto portato in questura e interrogato: in sostanza Ambrisi ha ammesso di aver sparato per vendetta, per rifarsi del trattamento avuto nel locale. Un “lei non sa chi sono io” detto a colpi di pistola. Ma la pistola non c’è, ha riferito di averla gettata chissà dove e di non ricordare perché era ubriaco. Dunque la polizia non può accertarne la detenzione abusiva. La polizia lo ha pertanto denunciato per minacce aggravate. È a piede libero. E per quel che riguarda l’inchiesta Intoccabili, niente più arresti domiciliari perché sono scaduti i termini. Ora non ha alcuna restrizione. Toccherà quindi all'autorità giudiziaria valutare le prossime mosse, soprattutto in riferimento alla “pericolosità sociale” del 43enne.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
