I giudici «I bar parrocchiali gestiti non sono esentati da Imu»
Importante sentenza della Commissione tributaria di Modena su una chiesa sanzionata dal suo Comune per non aver versato niente: nessuna agevolazione sulle imposte locali per gli immobili ecclesiastici se chi ha in uso i locali non esclude ogni fine commerciale e lo prova
MODENA. Il fatto che il bar sia della parrocchia non significa che sia automaticamente esentato dal pagare l’imposta comunale sugli immobili. E se poi è dato in gestione all’Anspi, associazione cattolica che coordina circoli e oratori senza fine di lucro, non cambia nulla: l’immobile è utilizzato da chi non è e proprietario e quindi sparisce la possibilità di esenzione.
La sentenza arriva dalla Commissione Tributaria provinciale che sottolinea come le parrocchie debbano osservare più attentamente le norme sulla tassazione locale degli immobili (all’epoca dei fatti Ici, oggi Imu). Il caso, arrivato a sentenza, risale a ormai otto anni fa, quando in una cittadina della nostra provincia scattò un accertamento del Comune per un’importante parrocchia che non aveva pagato l’Ici per il bar dell’oratorio, per la palestra e per gli spazi scolatici.
Quando l’accertamento è terminato con la constatazione che non era stato pagato nulla per quegli spazi, la parrocchia ha chiesto un incontro. Ma l’accordo non c’è stato e la parrocchia, per non pagare la sanzione, ha presentato ricorso alla Commissione Tributaria. Subito ha ammesso di aver commesso un errore di valutazione sulla palestra e le aule scolastiche. Ma sul bar è stata inamovibile: l’ente ecclesiastico era convinto che spettasse l’esenzione perché, sosteneva, quel locale non aveva una natura “esclusivamente commerciale”, dato che il bar era assegnato in comodato d’uso gratuito all’Anspi - l’associazione nazionale San Paolo Italia, un'associazione ecclesiale cattolica, senza fini di lucro, di oratori e circoli diffusa in modo capillare in tutta Italia.
E l’Anspi, per “presunzione di legge”, non svolge attività commerciale. Su casi come questo, ha replicato il Comune, esistono sentenze della Corte di Giustizia Europea e della Corte Costituzionale. Si sa, l’esenzione dell’Ici per gli enti ecclesiastici è sempre stato un tema scottante in Italia e quindi oggetto di tante sentenze... In questo caso, per il Comune, l’agevolazione non poteva esistere perché la proprietà del locale (parrocchia) non coincideva con chi lo utilizzava.
La Commissione Tributaria, presieduta dal dottor Ernestino Bruschetta, ha rigettato il ricorso della parrocchia riconoscendo che il locale del bar era usato da un’associazione che non coincideva con la proprietà parrocchiale e quindi mancava uno dei requisiti di legge per non pagare l’Ici. I giudici concludono che, mancando il contratto di comodato sul bar per l’Anspi, manca la condizione che il locale fosse stato dato a un altro ente non commerciale «appartenente alla stessa struttura dell’ente concedente per lo svolgimento di un’attività meritevole prevista dalla legge».
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