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Il socio titolare: «Oltre al danno la beffa»

Il socio titolare: «Oltre al danno la beffa»

Amodio: «Paghiamo le conseguenze del comportamento di quella persona che non conoscevamo»

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«Oltre al danno adesso arriva pure la beffa. È sempre così, a rimetterci in queste situazioni sono i club, i circoli, i locali. Su questo fronte non siamo affatto tutelati. Abbiamo una persona che è pericolosa, che ha fatto quel che ha fatto ed è in giro, libera di fare quello che vuole e noi, a causa del suo comportamento, dobbiamo pagare direttamente le conseguenze. In questi ultimi due anni abbiamo sempre lavorato bene, non abbiamo avuto problemi. Certo questa vicenda pesa ora come un macigno e peserà ancora per parecchio tempo. Ma siamo nel giusto e continueremo a lavorare».

Così Ludwok Amodio, uno dei soci titolari del Big Bijou, dopo aver saputo che dovrà chiudere il locale forzatamente per una quindicina di giorni.

«Ribadisco e l’ho spiegato alla polizia - afferma - che io non conoscevo Rocco Ambrisi, non sapevo chi fosse e non lo avevo mai conosciuto prima. Tempo fa venne e chiese di poter entrare nel locale: era una persona normale, si comportava bene. Compilò i moduli e quella sera fu “ospite”, cioè guardò il club per vedere se era di gradimento. Facciamo così con chi chiede di frequentarci, di fare la tessera e diventare socio avventore. Una seconda volta venne in compagnia di una donna sui 35 anni, passò da noi la serata tranquillamente e poi c’è stata l’ultima notte, quella degli spari».

«Noi come possiamo tutelarci? Ci vorrebbero - dice - degli accorgimenti, delle norme, delle leggi. Sarebbe opportuno che avessimo un elenco, fornito dalle autorità, in cui sono segnalati i soggetti pericolosi, che possono mettere a rischio la gente. In questo modo sapremmo come comportarci così come non si dovrebbe aver paura a dire di no a certa gente: tutto questo sarebbe possibile se a monte ci fossero delle regole precise».

«Quanto alla serata - spiega Ludwok Amodio - è stato tutto un fraintendimento. L’amico di Ambrisi o perché ubriaco o e perché stava già male prima (in ogni caso da noi non aveva consumato eccessivamente) vomitava dappertutto, in sala, per terra, sui divani. Gli abbiamo detto di andare in bagno a vomitare, per sé stesso e per gli altri. Da lì i due hanno cominciato ad alterarsi poi, all’ingresso, c’è stato un alterco col buttafuori. Le persone normali, al massimo arrivano ad offendere, ad inveire, qui siamo di fronte ad uno che è tornato e ha sparato».

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