prignano. il documento dopo la rivolta di morano
«Niente profughi a scuola, si cercano case»
PRIGNANO. L’assicurazione che tanto invocavano gli abitanti di Morano c'è. A una settimana dal clamoroso “assedio” del municipio di Prignano, ieri il sindaco Valter Canali ha dato seguito all’impegno...
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PRIGNANO. L’assicurazione che tanto invocavano gli abitanti di Morano c'è. A una settimana dal clamoroso “assedio” del municipio di Prignano, ieri il sindaco Valter Canali ha dato seguito all’impegno preso con i manifestanti mettendo all’ordine del giorno della riunione di giunta anche l’approvazione di una delibera che fa una specificazione importante rispetto al documento redatto il 5 giugno in fatto di profughi.
Esplicita sostanzialmente che il Comune non ha strutture idonee all’accoglienza, e che l’ex scuola di Morano (così come quella di Pescarola) non può essere messa a disposizione in quanto sede di seggio elettorale. Non si parla di inagibilità, cosa che alcuni moranesi volevano, perché l’edificio non è inagibile, tanto da poter essere richiesto per riunioni e altre iniziative. Semplicemente il Comune mette nero su bianco, nei confronti dei residenti, che non ha nessuna intenzione di sistemare profughi lì in massa (c’è chi temeva di vederne arrivare anche 50).
Con questo in teoria dovrebbe rientrare del tutto “l'allarme Morano”: non arriva più nessuno né nell'appartamento vicino, né nella scuola. Il Comune però ribadisce l’impegno già manifestato il 5 giugno nel ricercare sul territorio “piccole unità immobiliari che siano idonee ad ospitare i migranti, per evitare grosse concentrazioni”.
E così andrebbe bene anche a Morano, dove i residenti (riunitisi anche martedì) nell’attendere di visionare la delibera prima di qualsiasi commento, ribadiscono di non essere razzisti e di rimanere invece disponibili all'accoglienza di un piccolo nucleo, possibilmente una famiglia. «L’impegno che avevo preso con la gente di Morano l’ho mantenuto – sottolinea Canali – però dobbiamo aver presente che siamo tutti nella stessa barca e che dobbiamo fare fede all’impegno preso con la Prefettura. Che siano 7,8 o 10, anche noi dobbiamo prendere i nostri profughi. Evitando concentrazioni, senza dubbio».
Per ribadire il concetto, e fugare paure, per mercoledì alle 20.30 in sala consiliare è stato fissato un incontro con cittadini e associazioni alla presenza di padre Giuliano Stenico, presidente della Fondazione Ceis di Modena che si occupa appunto di accoglienza. (daniele m.)
Esplicita sostanzialmente che il Comune non ha strutture idonee all’accoglienza, e che l’ex scuola di Morano (così come quella di Pescarola) non può essere messa a disposizione in quanto sede di seggio elettorale. Non si parla di inagibilità, cosa che alcuni moranesi volevano, perché l’edificio non è inagibile, tanto da poter essere richiesto per riunioni e altre iniziative. Semplicemente il Comune mette nero su bianco, nei confronti dei residenti, che non ha nessuna intenzione di sistemare profughi lì in massa (c’è chi temeva di vederne arrivare anche 50).
Con questo in teoria dovrebbe rientrare del tutto “l'allarme Morano”: non arriva più nessuno né nell'appartamento vicino, né nella scuola. Il Comune però ribadisce l’impegno già manifestato il 5 giugno nel ricercare sul territorio “piccole unità immobiliari che siano idonee ad ospitare i migranti, per evitare grosse concentrazioni”.
E così andrebbe bene anche a Morano, dove i residenti (riunitisi anche martedì) nell’attendere di visionare la delibera prima di qualsiasi commento, ribadiscono di non essere razzisti e di rimanere invece disponibili all'accoglienza di un piccolo nucleo, possibilmente una famiglia. «L’impegno che avevo preso con la gente di Morano l’ho mantenuto – sottolinea Canali – però dobbiamo aver presente che siamo tutti nella stessa barca e che dobbiamo fare fede all’impegno preso con la Prefettura. Che siano 7,8 o 10, anche noi dobbiamo prendere i nostri profughi. Evitando concentrazioni, senza dubbio».
Per ribadire il concetto, e fugare paure, per mercoledì alle 20.30 in sala consiliare è stato fissato un incontro con cittadini e associazioni alla presenza di padre Giuliano Stenico, presidente della Fondazione Ceis di Modena che si occupa appunto di accoglienza. (daniele m.)
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