Gazzetta di Modena

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«Viale Gramsci? Ecco cosa fare»

di Stefano Totaro
«Viale Gramsci? Ecco cosa fare»

Dal comitato le proposte, i luoghi dove intervenire, le emergenze di ordine pubblico e le carenze

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Migliorie, problematiche, punti a rischio, proposte, richieste. Per cosa scendono in strada da giorni i residenti di viale Gramsci? Su cosa dovrebbero puntare la loro attenzione Comune e forze dell’ordine? Ecco una piccola guida, un’analisi itinerante delle varie emergenze, un tour effettuato in compagnia di un responsabile del comitato di residenti.

Partiamo dal parco XXII Aprile, dalla sua fruizione alla sua manutenzione. Viene fatto notare come all’interno del parco non vi sia un polo attrattivo, un qualcosa che faccia da “calamita” per attirare maggiormente i residenti e dare così una maggiore partecipazione all’area. Questa calamita potrebbe essere il bar, quello che si trova alla fine di via Toniolo. Ma, fanno notare i residenti, ci vorrebbe continuità di servizio, non un locale che a volte di sera e di pomeriggio sta chiuso. Il comitato suggerisce: «Perché non una gelateria? Si potrebbe dare la struttura in concessione ad una attività di questo tipo. In zona chi vuole un gelato deve andare al Torrenova o in centro. Se vi fosse qui persone di ogni età verrebbero nel parco e si creerebbe sicuramente del giro». Di contorno sarebbe ora di sistemare i muretti in cemento, che si sono sgretolati e non consentono di sedersi comodamente. All’interno dell’area giochi, il problema è più evidente d’inverno quanto si creano pozze profonde, ci sono delle conche, degli avvallamenti.

Ci si sposta, si va verso le scuole elementari: c’è una sola strada che porta alle scuole e si crea un imbuto pericoloso, tra mezzi dei genitori che vengono a prendere i bimbi, i bimbi che corrono, i motorini e le bici. Servirebbe un percorso protetto al posto di erbacce e dell’attuale striscia sterrata, un intervento doveroso di viabilità, più volte segnalato.

Proseguendo si tocca il problema dell’illuminazione: in via Donati c’è una area giochi, recintata. Gravita si parecchie famiglie, di sera potrebbe essere fruibile perché attrezzata. Ma è completamente buia. Non c’è luce e alla mattina ci sono le bottiglie a testimoniare le frequentazioni. Stessa situazioni, già nota, in fondo a viale Gramsci: una vasta area verde lasciata completamente al buio. È la zona di sfogo per gli spacciatori, è l’area del bivacco notturno. Legato all’illuminazione la potatura degli alberi, i cui rami ormai entrano nelle case e “ormai “coprono” troppo. Meno rami, meno resina ovvero meno spese per pulire la strada. Lungo il viale da due anni il problema è soprattutto il negozio etnico a cui si aggiunge a ruota quello creato dalla presenza, nelle vicinanze, della sala scommesse. «Il negozio etnico è un rifugio - dice l’esponente del comitato - per chi vuole ubriacarsi. I controlli alle 9 del mattino non servono a nulla: sembra che la Municipale non voglia vedere cosa accade mentre per noi che siamo qui è sotto agli occhi di tutti ogni giorno e ogni sera. Se si crea un rifugio, una centrale di alcol, è difficile riportare l’ordine. I clienti appena sentono odore di divise scompaiono, fuggono qua e la. Normalmente invece escono in strada e stazionano con bottiglie e bicchieri. Spesso ci sono risse. La sala scommesse è piena di persone che passano la giornata attaccate alle macchinette. Nei pressi altre persone che bivaccano tra le aiuole. Se si vuole intervenire non c’è che da cominciare, qui è tutto evidente, facile da essere notato».

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