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Si arena l’ennesima trattativa sul teatro

di Alfonso Scibona
Si arena l’ennesima trattativa sul teatro

Sassuolo. Incontro tra Comune e gruppo interessato alla gestione del Carani: i soldi sono un problema

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SASSUOLO. Il teatro Carani? Si lavora sottotraccia ma ci sono decise resistenze del Comune. Nelle scorse settimane, pur senza uscire allo scoperto, ci sono stati altri passaggi che hanno interessato il presente ed il futuro del massimo teatro cittadino. Ad essersi interessata è un’azienda che intende trovare una soluzione per riaprire la struttura di via Mazzini, forte di una esperienza anche con altri teatri e sale cinematografiche. Un paio di sopralluoghi all’interno non hanno preoccupato più di tanto gli interlocutori (anche se i lavori da fare sono parecchi, come più volte è stato detto e scritto) vista la determinazione dell’ingegnere che si è interessato alla gestione.

Le poche persone che sono venute a conoscenza dell’abboccamento hanno tirato un sospiro di sollievo. Certo, non si tratterebbe di riaprire nel brevissimo periodo ma, sistemati quei tasselli che sono più volte stati prescritti dalla commissione provinciale per i pubblici spettacoli e dal comando dei vigili del fuoco, in qualche mese aveva aperto una nuova strada.

Ad uno degli incontri, inoltre, hanno partecipato sia rappresentanti della società “Immobiliare Carani” che dell’amministrazione comunale, ufficio Cultura.

Quando si è iniziato a trattare, però, la situazione si è bloccata. «Manca la volontà politica di riaprire questo teatro - sembra si sia lasciato sfuggire l'interlocutore interessato - e quindi i passi avanti non si fanno a parole ma coi fatti». E i fatti significa denaro, che al momento l'amministrazione comunale non vuole tirare fuori (non potrebbe in materia di lavori di ripristino, in quanto proprietà privata) nemmeno come contributo alla eventuale stagione teatrale 2018.

Si riapre così la disputa sulla volontà del sindaco Pistoni e della Giunta di ridare un teatro “vero” alla città. Sembra che le parti potrebbero tornare ad incontrarsi (non ci sono certezze, a riguardo) ma è vero che se il rifiuto dell'amministrazione comunale ha riguardato un contributo sulla stagione e non l'intervento sui lavori la polemica non potrà che tornare ad accendersi.

Che i sassolesi amino poco il teatro è ormai una constatazione, ma è altrettanto vero che tornare ad aprire il Carani è diventata una questione di principio. Non resta che attendere spiegazioni sul prosieguo di queste trattative per saperne qualcosa di più, anche se da parte dell'amministrazione comunale il silenzio è ormai “parola d'ordine”.

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