Gazzetta di Modena

Modena

la denuncia del comitato “verifica ricostruzione” 

«C’è chi ha rifatto venti fienili con i soldi del terremoto»

di Valentina Corsini
«C’è chi ha rifatto venti fienili con i soldi del terremoto»

Ben 140 segnalazioni di “casi sospetti” alla Guardia di finanza, 50 esposti inviati alla Procura di Ferrara e Modena e a tutti gli uffici dei sindaci. Con la volontà ferrea di arrivare fino a...

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Ben 140 segnalazioni di “casi sospetti” alla Guardia di finanza, 50 esposti inviati alla Procura di Ferrara e Modena e a tutti gli uffici dei sindaci. Con la volontà ferrea di arrivare fino a Bruxelles. per denunciare le grossolane anomalie che si sono registrate post sisma, nell’Alto Ferrarese come nella Bassa, “date da un connubio tra amministrazioni locali, Regione, politicanti e da strapazzo che hanno fatto della tragedia del terremoto un business, per ottenere consensi e voti, non dando fondi a chi ne aveva diritto ed elargendone in quantità, invece, a chi non spettavano”. Così Marco Mattarelli, consigliere comunale a Cento, che è stato anche minacciato verbalmente, per la battaglia che svolge con altri sette membri del Comitato Verifica Ricostruzione per stanare le magagne del dopo terremoto. In modo particolare sui fienili, già ruderi prima del sisma - grazie alle verifiche con google maps - e rinati “magicamente a ville con fondi pubblici”. «Seimila persone sono ancora fuori casa, perché aspettano i soldi per ricostruirla, e in tanti ci segnalano invece come ruderi siano diventati fienili nuovi, nel ferrarese e nel modenese - spiega Nelson Zagni - Un signore di Mirandola ha ricostruito 20 fienili in questo modo. C’è poi chi i fienili li ha buttati giù apposta sopra a mietitrebbie vecchie, e si è infine visto arrivare a casa trattori e macchinari nuovi da 100mila euro. Questi sono veri e propri furti. Per quanto riguarda le pratiche Sfinge poi, sul sito della Regione l’aggiornamento è fermo a 6 mesi fa».

«Sulla ricostruzione delle strutture agricole, pratiche Mude, quindi di competenza dei Comuni, c’è stato poco controllo - chiosa poi Daniele Biancardi - perché gli uffici dei sindaci sanno di non rischiare nulla legalmente: la pratica viene presentata dai tecnici e pagano loro se dovesse saltare fuori che il richiedente non aveva diritto a quei fondi. In più i Comuni ci negano anche il diritto ad avere accesso agli atti. Ma noi andiamo avanti con la nostra lotta».

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