Gazzetta di Modena

Modena

Eva, la piccola guerriera di Finale che lotta sul ring

di Francesco Dondi
Eva, la piccola guerriera di Finale che lotta sul ring

La bimba affronta le sfide della vita con il sorriso e la tenacia. Il papà Sergio: «La thai boxe l’aiuta a crescere»

3 MINUTI DI LETTURA





FINALE. Segni particolari: bionda, bellissima, con un viso da furbetta incantevole. Lei è Eva, 8 anni, un guerriero speciale. Eva, infatti, è sulla sedie a rotelle, ma la disabilità la sconfigge ogni giorno, in famiglia, a scuola e anche sul ring. Perché Eva si allena, suda, combatte contro i pregiudizi, gli ostacoli e i suoi sparring partner. Tutto merito di papà Sergio Gavioli e mamma Alessandra a cui quella bimba ha cambiato la vita. In meglio. Lui è un noto professionista che lavora nella progettazione edilizia, lei guarda Eva che si impegna sul tappetino di gomma con quegli occhi innamorati e pieni di orgoglio. «Che senso aveva rinchiuderla nella bambagia? - si domandano i genitori - Potevamo farlo, ma avremmo fatto il bene di nostra figlia? La risposta è stata negativa, dobbiamo metterla nelle condizioni di vivere come tutti gli altri bambini, con le stesse possibilità, facendo le stesse esperienze e anche di meglio. La sgridiamo se fa la birichina, va in punizione se a scuola si comporta male e poi ogni esperienza la fa crescere. Questo è il compito di un genitore».

Ebbene, Eva ha scoperto una grande passione: la thai boxe. E guarda caso negli ultimi anni, a Finale, sta continuando a crescere il gruppo di atleti della Profighting Modena. A guidarli c’è Gaetano Ferraresi, che così pieno di tatuaggi sembra un duro, magari lo è anche, ma ha un cuore enorme. Quando il papà Sergio le ha raccontato di Eva, non ci ha pensato due volte e il consiglio è diventato quasi un ordine: «Portala qui, subito».

«Eva - spiega il padre - era molto nervosa, scaricava la rabbia prendendo a pugni qualsiasi cosa in casa. Si allenava, diceva. Conosco Gaetano e gli ho parlato, non sapevamo come sarebbe andata quell’esperienza, ma a distanza di mesi è magnifica».

Perché a Eva non si può non affezionarsi. È diventata una piccola mascotte del gruppo che si allena alla palestra Hangar e tutti sono a sua disposizione. Prima di arrivare sul ring servono diversi minuti perché tra i baci e le coccole che tutti le riservano il tragitto è sempre lungo, ma quando è il momento di lavorare sodo non ce n’è più per nessuno. Gaetano infila i guantoni e chiama i movimenti: destro, sinistro, destro. Il suo braccio destro Emanuel Puccio è un altro “duro” con il cuore grande. Ed Eva lo asseconda, stando seduta sulla carrozzina picchia duro, non si fa intimorire e sfoga la sua energia sull’allenatore. Poi c’è il momento “donne” perché la piccola guerriera ha bisogno anche di confrontarsi e di misurarsi con i progressi fisici. Tocca ad Anna Pinca - al Profighting Modena la componente femminile è piuttosto nutrita - adagiarla sul tappetino ed seguire gli esercizi di motricità. «La neuropsichiatra - dice il papà - è contenta del lavoro che viene fatto in palestra e noi siamo orgogliosi. Abbiamo trovato un gruppo speciale, che ha accolto Eva nel miglior modo possibile e vogliamo assecondare le sue esigenze. Ci mette passione, supera i suoi limiti e non possiamo ambire a qualcosa di meglio. Non ci sentiamo dei genitori speciali, abbiamo soltanto fatto una scelta per la nostra bimba. Siamo un esempio? Noi no, Eva penso di sì, ma nel voler dimostrare al mondo che la disabilità non può essere uno scoglio insormontabile e non può condizionare la vita».

L’ennesimo allenamento è finito, Eva saluta, dà i “cinque” agli altri guerrieri e se ne va. Sorride, la piccola, è stanca, ma soddisfatta però la serata non è ancora finita perché c’è un invito di alcuni amici per il dopocena, non vorrà mica arrivare in ritardo...

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google