Gazzetta di Modena

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per studio sulle cellule staminali 

La ricercatrice Mastrolia ha vinto il “Premio sul futuro”

La ricercatrice Mastrolia ha vinto il “Premio sul futuro”

Una giovane ricercatrice dell’Università di Modena, Ilenia Mastrolia, ha ottenuto il “Premio sul Futuro”, importante riconoscimento attribuitole dall’Associazione Nazionale Stem Cell Research Italy.La...

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Una giovane ricercatrice dell’Università di Modena, Ilenia Mastrolia, ha ottenuto il “Premio sul Futuro”, importante riconoscimento attribuitole dall’Associazione Nazionale Stem Cell Research Italy.

La ricercatrice, che è dottoranda del corso di Medicina molecolare e rigenerativa di Università, sta conducendo un progetto dal titolo Autologous Mesenchymal Stem Cells in a Model of Femoral Head Osteonecrosis, incentrato sull’ utilizzo di cellule staminali in una patologia nota come osteonecrosi che colpisce, soprattutto, il femore e si manifesta in pazienti con dipendenze da alcool, sottoposti a trattamenti con cortisone e la cui eziologia non è ancora completamente nota.

In particolare, il gruppo di lavoro di cui fa parte Ilenia Mastrolia, guidato dal professore Massimo Dominici di Unimore, sta conducendo una serie di studi sulla osteonecrosi in pazienti affetti da cancro.

«Nelle fasi avanzate della patologia l’unica alternativa è l’innesto di una protesi femorale, tuttavia –ha spiegato Ilenia Mastrolia - nelle fasi iniziali, invece, riteniamo sia possibile correggere la malattia mediante cellule staminali possibilmente del paziente stesso».

Il progetto, sviluppato nei laboratori Unimore e presso il Tecnopolo di Mirandola, in collaborazione con i proff. Fabio Catani e Giorgio De Santis di Unimore, ha consentito la messa a punto di un modello pre-clinico per dimostrare la fattibilità dell’approccio.

«Questi dati - ha continuato la la ricercatrice Ilenia Mastrolia - sono stati inoltre recentemente utilizzati per l’attivazione di uno studio clinico europeo multicentrico, dove questa cura sperimentale è stata già applicata ad una ventina di pazienti che ora sono in follow-up, per capire se la terapia sia sicura e raggiunga gli obiettivi prefissati. Similmente anche a Modena sono in corso protocolli clinici di rigenerazione ossea con cellule staminali non espanse in laboratorio per la cura dell’osteonecrosi».



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