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Finale attacca: «Da noi no all’accoglienza»

Finale attacca: «Da noi no all’accoglienza»

Palazzi: «Quello dei richiedenti asilo è un problema da risolvere a monte». Pelloni: «Niente tendopoli»

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«Stiamo vivendo un momento di gravissima difficoltà: il mio non è razzismo o mancanza di disponibilità, ma una presa d’atto che non possiamo permetterci di accollarci queste situazioni». La presa di posizione più dura, all’interno dell’incontro di ieri in Provincia sul tema profughi, è arrivata dal sindaco di Finale Emilia Sandro Palazzi, protagonista di vivace un botta e risposta con Muzzarelli. «Il fatto - ha spiegato Palazzi - è che quello dei richiedenti asilo è un problema da risolvere a monte, bloccando le partenze soprattutto in Libia. Per questo, ai miei colleghi ho spiegato il mio ‘no’ all’accoglienza in un Comune terremotato e in forte difficoltà. Non si tratta di una posizione razzista: sono convinto che tutte le istituzioni modenesi si dovrebbero mettere di traverso per dire ‘no’ ad una situazione che dovrebbe essere gestita a livelli più alti. Quello dei profughi è un problema che sta distruggendo il nostro tessuto sociale: penso ai costi per l’amministrazione di un richiedente asilo minorenne e non accompagnato, quando come Comune siamo riusciti a stanziare solo 40mila euro per le famiglie finalesi in difficoltà. Ecco, se diciamo ‘sì’ ad un’accoglienza che dovrebbe essere gestita altrove, noi, come tante altre amministrazioni, ci troveremmo a dover azzerare quelle risorse». E sempre per quanto riguarda i Comuni amministrati dalla Lega, il neosindaco di Vignola Simone Pelloni ha spiegato che «come Comuni faremo la nostra parte, anche se la Prefettura deve sgomberare il campo in maniera chiara: noi non accetteremo tendopoli o capannoni occupati dai profughi, ma situazioni gestite in maniera diversa. Lo stesso ministero può e deve fare meglio per gestire un problema che non può più essere chiamato ‘emergenza’. Insomma, noi faremo la nostra parte se lo faranno tutti - ha chiuso - a patto che non si verifichino più situazioni in cui i richiedenti asilo vengono portati nelle città e nei paesi senza che le istituzioni sappiano del loro arrivo». Ma quello dei profughi è un problema che riguarda tutti, appianando le differenze tra amministrazioni di destra e di sinistra: «Noi siamo tornati alla normalità - ha spiegato il sindaco di Polinago Tomei - con due nuclei di richiedenti asilo ospitati in due appartamenti. Il coordinamento provinciale nasce per garantire una maggiore distribuzione sul territorio, perché è ovvio che se io mi trovo ad avere un gruppo di profughi e il Comune di fianco non ne ha, nascono dei problemi». (l.g.)

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