Passione body art. «Il mio corpo? Una tela d’artista»
Letizia Borella, modenese originaria di Mirandola, da 5 anni modella di body art per grandi nomi internazionali
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MODENA. Dare vita all’arte grazie al proprio corpo nudo che diventa una tela dipinta in movimento. È la Body Art, una particolare tecnica pittorica in cui le abili mani di artisti di fama internazionale “scolpiscono” le loro opere direttamente sui corpi delle modelle. In tante, in tutta Italia e nel mondo, si mettono al servizio di questi “maghi” del genere che non si limitano semplicemente a stendere il colore sulla loro pelle ma le calano in un personaggio, in una nuova realtà che queste ragazze interpretano alla perfezione partecipando a campionati nazionali e mondiali.
Tra loro c’è anche Letizia Borella, 32enne mirandolese, la sola nella Bassa ad aver abbracciato con entusiasmo questo tipo d’arte cinque anni fa. E ad aver avuto l’onore di essere stata dipinta dalle mani “hollywoodiane” di Alex Hansen, artista brasiliano che ha collaborato agli effetti speciali dell’acclamato film “300” e arrivato secondo, l’anno scorso, ai campionati mondiali di Body Art. «È stato emozionante mettere il mio corpo nelle mani di Alex e della sua compagna, Giusy Campolungo - racconta Letizia - mi hanno dipinto sulla schiena l’immagine dell’incredibile Hulk, in modo così dettagliato da sembrare vero. Come bellissimo è stato prendere parte al video degli Eiffel 65, “Adesso per sempre”, in cui i corpi dipinti di noi protagoniste si mimetizzano completamente con gli ambienti».
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Corpi per cui vige un sacrale rispetto, come per le modelle. «Noi ragazze, proprio perché posiamo nude, siamo tutelate al massimo - puntualizza Letizia - il seno non ci viene mai fotografato prima che il dipinto sul corpo sia completo. E le altre parti intime sono sempre coperte dagli slip. La Body Art è molto seria, chi vuole vederci semplicemente del nudo è solo perché ha la malizia negli occhi. È un’arte che non ci sfrutta né come donne né economicamente, in quanto veniamo regolarmente retribuite per fare le modelle. Soprattutto, a differenza di quanto accade nel mondo della moda, quello che viene messo in evidenza non è la nostra immagine, bensì la nostra anima. Perché gli artisti fanno nascere la loro arte sui nostri corpi e noi la rendiamo viva come se fossimo un grande quadro in movimento. Composto, a volte, da ben 600 ragazze che, dipinte, interpretano una scena seguendo il tema che viene assegnato agli artisti nelle varie competizioni a cui prendiamo parte».
E Letizia, quest’anno, parteciperà al “Body Art World Festival”, dopo aver vissuto altri due mondiali in Russia e in Austria, che si terrà a fine mese a Klagenfurt, dove verrà celebrato il ventennale della nascita di quest’arte affascinante. La quale si avvale di diverse tecniche: pennello e spugna, aerografo, effetti speciali, make up artist e face painting. E impegna gli artisti per diverse ore sulle loro “tele umane” come spiega Letizia: «Per dipingere una modella ci vogliono fino a 6 ore. In cui non è facile per l’artista portare a termine l’opera perché, a differenza di una tela, noi siamo corpi in carne ed ossa che si muovono e respirano. Una volta terminato, però, facciamo la nostra esibizione davanti ad una giuria, che valuta tecnicamente il lavoro dell’artista come la spiegazione su ciò che ha realizzato.
Infine i set fotografici, che sono ugualmente impegnativi». Soprattutto per chi, come lei, è in... attesa: «Sono incinta da pochi mesi di una bambina, ma il bello della Body Art è che non discrimina nessuno. Non ci sono canoni estetici di taglia, di altezza e per noi future mamme esiste una tecnica apposita, la “Belly Painting”, che ci consente di far vivere quest’arte bellissima anche ai bimbi che portiamo in grembo».
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