La Fondazione Lucchese aiuta i disoccupati
Sono stati 112 i progetti formativi legati ad altrettanti lavoratori dell’area di Fiorano e Maranello
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FIORANO. Da alcuni anni la Fondazione Lucchese, che fa capo alla proprietà delle aziende del gruppo Florim, eroga ai Comuni di Fiorano e Maranello un fondo speciale da 30mila euro, 15mila ciascuno, da destinare a servizi socio-assistenziali. Non sono fondi a pioggia, ma devono essere accompagnati da una progettualità che i due Comuni hanno messo in campo destinando queste risorse in appoggio ai progetti sulle persone che cercano un reinserimento nel mondo del lavoro. «Questi territori – spiega Marco Biagini, assessore ai servizi sociali del Comune di Fiorano – hanno sempre avuto grande produttività e alti livelli di occupazione; la crisi economica però ha fatto emergere alcuni problemi, la scarsa scolarizzazione, la presenza di tanta mano d'opera non specializzata che si è trovata in difficoltà a reinventarsi. Ora la fase di crisi acuta è superata ma certi tipi di prestazioni lavorative sono nel frattempo scomparse. Per questo, superata l'emergenza contingente, i nostri Comuni si sono organizzati per elaborare progetti sulle singole persone, che li aiutino a orientarsi, a reinventarsi, a immaginare un futuro lavorativo magari diverso ma possibile. I soldi della Fondazione Lucchese ci aiutano in questo». Aiutano non poco, se è vero che lo scorso anno queste cifre sono state sufficienti per far partire 112 progetti diversi: «In certi casi si tratta di poche centinaia di euro – spiega Luigi Zironi, assessore di Maranello - magari utili a pagare un corso da carrellista, mai effettuato prima; in altri casi cifre più consistenti hanno permesso di seguire progetti di più lunga durata o impegno». Fra i casi citati: una donna rimasta sola e senza lavoro, con figli, che è stata per un periodo accompagnata e recuperata al lavoro distante da casa con mezzi dei servizi sociali distrettuali e nel frattempo supportata nel corso per prendere la patente, che poi l'ha resa occupata e indipendente; in un altro caso un'altra donna è stata supportata nello svolgimento di un corso per operatrice sanitaria che le ha permesso di rifarsi una carriera. «Sono persone che auspicabilmente non dovranno più rivolgersi ai servizi sociali. E sono opportunità che fondi come quelli della Fondazione - spiega Zironi – rendono anche logisticamente più semplici. Ci permettono di avere supporto concreto ai progetti personali in cui impegniamo le persone». Progetti che sono in campo a livello distrettuale, anche a Formigine e a Sassuolo, seppure con impostazioni diverse, e che spesso si incrociano o partono dai Patti di cittadinanza attiva, che avvicinano i cittadini in difficoltà a un primo impegno concreto e volontario, aiutandoli a recuperare fiducia e a riprovare a progettare il proprio futuro.
Gabriele Bassanetti
Gabriele Bassanetti
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