La panchina dello spaccio di Modena torna a due pensionate
Le residenti sedute nel punto strategico di chi per anni ha gestito i giri di droga: «Siamo qui, nella nostra strada. Prima avevamo paura anche a entrare in casa»
MODENA Per la prima volta da molti anni sulla panchina degli spacciatori di viale Gramsci erano sedute due anziane modenesi. Quel punto strategico per gestire i “ciclisti della droga” che girano tra il Parco XXII Aprile e via Canaletto è stato occupato dalle due donne residenti nella zona: una abita in viale Gramsci e l’altra vicino al Parco XXII Aprile. «Siamo sedute qui, chiacchieriamo. Adesso che ci sono le ronde ci sentiamo più sicure. Ci sentiamo a casa nostra», dice una delle due.
La panchina può diventare un simbolo. Lo è stata nella lotta contro il razzismo in Sudafrica, può esserlo più banalmente per due gruppi rivali di giovani. La panchina in questione è quella d’angolo all’inizio di viale Gramsci, vicino alla rotatoria. È posizionata in un punto strategico e gli spacciatori lo sanno bene. Da una ventina d’anni chi si è succeduto nel controllo dello spaccio di droga pesante è sempre stato seduto lì a presidiare il passaggio. Lì si dirigevano i tossicomani in cerca di eroina. Lì si sono seduti spacciatori di tutte le etnie finché la panchina è diventata appannaggio totale di nigeriani e ghanesi che controllano il viale e il parco. Ora con le ronde serali pare finita l’epoca della panchina-roccaforte. L’altra mattina qualche abitante della zona si era timidamente seduto, trovandola vuota dalle solite facce. E ieri mattina si sono sedute a chiacchierare le due anziane modenesi con il trolley della spesa. Non dicono i loro nomi («Poi i nostri figli si arrabbiano!») ma i cognomi sì: Bellei e Bergonzini.
Bellei: «Sono 56 anni che abito qui e conosco tutta la storia di questo quartiere».
Bergonzini: «Abito qui da quando avevo tre anni e ricordo perfettamente Villa Rainucci. Oggi non esiste più, restano solo le arcate d’ingresso nel parco, ma i campi arrivavano fin qui alla panchina».
È vero che questo quartiere ha una storia difficile?
Bellei: «Ci sono stati periodi difficili negli ultimi venti anni ma solo ultimamente era diventato invivibile».
Bergonzini: «Ci sono sempre stati gli spacciatori di droga, ma la differenza tra ieri e oggi è che adesso sono insopportabili. Sono sfacciati. Fanno tutto alla luce del sole. E fanno paura».
È cambiato qualcosa con le ronde di quartiere?
Bellei: «Si vede una differenza. Guardi qui intorno. Non si vedono più gli spacciatori».
Bergonzini: «Li avevo sotto casa. Adesso sono spariti. Dicono che si sono spostati di sera nel parcheggio della rotatoria, quello vicino alla banca».
Era necessario intervenire?
Bellei: «Non c’erano mai stati tanti spacciatori in strada come adesso. Ci sono dieci ragazzi di colore che girano in bici avanti e indietro per proporre droga ai passanti. Spacciano ventiquattr’ore al giorno».
Bergonzini: «Vedi che si avvicinano in bici alle auto e chiedono ai guidatori se vogliono la droga. Sono alla fermata del bus, alla banca…»
Bellei: «Dico solo che non puoi aprire il portone del tuo palazzo e trovarli nell’atrio, dover chiedere per favore di farti passare. Non posso avere paura a passare di lì: è casa mia. Adesso non succede più».
Sapete che siete sedute su una panchina che usano gli spacciatori?
Bergonzini: «Li vediamo seduti qui tutti i giorni».
Avete paura?
Bellei: «No».
Sedersi qui è un modo di riappropriarsi della vostra strada?
Bellei: «Certamente. Siamo sedute qui sulla nostra panchina della nostra strada. Noi viviamo qui da una vita».
Amate questo quartiere?
Bergonzini: «Spero che con queste passeggiate di sera rinasca il quartiere. Oggi se ne parla male ma in realtà è un quartiere speciale. Qui abbiamo tutto: i bus, la Croce Rossa, le poste, il supermercato, i negozi… »
Bellei: «Ci sono tutti i servizi per vivere comodamente. Speriamo di farcela».
Mentre le salutiamo, tornano a chiacchierare serene sulla panchina. La loro panchina per scelta, per il tempo che vorranno stare lì senza girare più alla larga spaventate.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
