Gazzetta di Modena

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«Non chiamatemi “No Vax”»

di Roberto Pellacani
«Non chiamatemi “No Vax”»

Oggi una manifestazione sulla libertà di opposizione al decreto Lorenzin

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Non avrei mai pensato di dover abbandonare il mio paese per tutelare la salute dei miei figli eppure, dopo la firma da parte del presidente Mattarella del decreto Lorenzin sull’obbligo dei vaccini, per me e la mia famiglia questa potrebbe diventare una concreta possibilità. Si tratta di un sentimento più diffuso di quanto non si pensi e la recente notizia delle 130 famiglie altoatesine che hanno chiesto “asilo” all’Austria per non sottostare a questo obbligo ne è un esempio. Mi auguro non sia necessario arrivare a questo punto e cercherò di manifestare il mio dissenso così come ho fatto domenica 11 giugno a Roma insieme a tante altre persone.

Voglio subito chiarire una cosa: non sono uno che per partito preso è contrario ai vaccini e quindi rifiuto di essere etichettato come un “no vax”.

Sono però convinto del fatto che la medicina non sia una scienza esatta. In caso di patologie più o meno gravi, ad esempio, è normale sentire l’opinione di più medici e spesso i pareri non sono tutti uguali.

Il decreto Lorenzin stravolge questo diritto di libera scelta obbligando di fatto i genitori a far inoculare ai propri figli fino a 12 vaccini (dipende dall’anno di nascita) pena l’impossibilità di frequentare asili nido e scuole materne, il pagamento di sanzioni spropositate e addirittura la segnalazione al tribunale dei minori. Uno degli argomenti utilizzati per sostenere questa coercizione sarebbe quello della cosiddetta immunità di gregge.

Ma ci siamo mai chiesti se esistono prove scientifiche e/o statistiche a sostegno di questa teoria? Nessuno ancora è stato in grado di rispondermi in modo affermativo. Al contrario ci sono molti esempi che la confuterebbero. Un caso emblematico accadde tra il 3 marzo e il 18 aprile del 1984 in una scuola superiore del Massachusetts, Stati Uniti (fonte The National Center for Biotechnology). Nonostante un livello di vaccinazione contro il morbillo del 98% ci furono diversi casi di quella malattia tra persone vaccinate.

I punti critici sono davvero tanti. Nel decreto legge voluto dal ministro della salute è previsto che i bambini non vaccinati per problemi di salute siano messi in classi con soli vaccinati o immunizzati. Se diamo un’occhiata al foglio illustrativo del Priorix Tetra (vaccino vivo antimorbillo, antiparotite, antirosolia e antivaricella) si legge: “Una volta vaccinato, il suo bambino deve cercare di evitare per almeno 6 settimane dopo la vaccinazione, fin dove possibile, uno stretto contatto con i seguenti individui: - individui con una ridotta resistenza alle malattie...”

E’ previsto che i vaccinati rimangano in casa per 6 settimane oppure verranno messi a stretto contatto con individui con una ridotta resistenza alle malattie?

A proposito della vaccinazione antimeningococcica B leggete cosa scrive il virologo inglese Jamie Findlow: “Due to the relative rarity of MenB disease we have been unable to determine vaccine efficacy” J. Findlow, Vaccines for the prevention of meningococcal capsular group B disease: What have we recently learned? Hum. Vaccin. Immunother., 12 (2016), pp. 235-238. Traduzione: “Data la relativa rarità della malattia provocata da meningococco B non siamo stati capaci di determinare l’efficacia del vaccino”. La tanto sbandierata EBM (medicina basata sulle prove di efficacia) che fine fa se non ci sono dati a disposizione? I nostri figli verranno usati come cavie?

Ma veniamo al capitolo degli effetti indesiderati. I vaccini, come tutti i medicinali, hanno effetti collaterali e fin qui niente di strano. Nessuno mi ha però mai obbligato a prendere un farmaco. In questo caso, invece, si parla di obbligo.

Nel 1993 il governo giapponese, dopo uno studio di 4 anni, ha smesso di usare il vaccino morbillo, parotite, rosolia motivando questa decisione con i numerosi effetti collaterali anche gravi che si erano registrati tra i cittadini sottoposti a tale vaccino.

Scrivo tutto questo non per screditare l’uso dei vaccini ma si per difendere la libertà di scelta. Ciò che dovrebbe fare il governo è informare le persone e non imporre le cose. Non possono obbligare i genitori a somministrare dei farmaci con effetti collaterali ai propri figli. Deve trattarsi di una scelta libera e consapevole.

Concludo con un fatto a mio avviso gravissimo: la radiazione di quei medici che si sono espressi non contro i vaccini in sé ma si contro questo sistema di vaccinazione di massa che non tiene conto dei singoli individui ognuno con le sue specificità. Radiare chi la pensa diversamente significa non accettare alcun dibattito, significa avere paura di chi ha un’opinione distinta e significa ritenersi depositari della verità assoluta. Resto in attesa delle prove scientifiche a sostegno di tale verità.



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