Patto regionale, in due anni 15mila posti di lavoro in più
Il presidente Stefano Bonaccini fa il bilancio: «Siamo al primo posto in Italia» La disoccupazione cala dal 7,9 al 6,6 per cento. Crescono anche i fondi europei
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Trecentomila occupati alla fine del 2014, che salgono a 315mila a fine 2016 con uno scostamento percentuale in positivo del 5 per cento. Contestualmente, nello stesso perioso, il tasso di disoccupazione cala dal 7,9 per cento al 6,6 per cento in due anni. È la performance migliore della regione, come sottolineato ieri dal presidente Stefano Bonaccini nel presentare il bilancio del patto per il lavoro, uno dei punti cardine della legislatura del governatore modenese.
Il quadro. Dal monitoraggio sull’applicazione dell’accordo che la Regione sottoscrisse nel luglio 2015 con sindacati, imprese, università, associazioni e territori esce una forte accelerazione nell’ultimo anno: 1,5 miliardi di fondi europei messi a bando (+500 milioni) sui 2,5 dell’intera programmazione 2014-2020, 660 milioni i cofinanziamenti privati (+313 milioni). Delle nuove risorse, 1,5 miliardi per le infrastrutture. Destinatari degli interventi persone e famiglie (3,1 mld), imprese (4 mld), territorio (6,7 mld) e enti locali (1,2 mld). Occupazione ai livelli pre-crisi, +1,4% il Pil nel 2016, il più alto nel Paese.
I numeri. Quanto ai destinatari degli interventi, quelli a persone e famiglie valgono 3,1 miliardi, poi 6,7 miliardi per il territorio, 4 miliardi per le imprese e 1,2 miliardi per gli enti locali. Politiche integrate e un fare rete la cui efficacia è dimostrata anche dal fatto che le risorse destinate al Patto sono salite a 17,8 miliardi di euro, 2,8 in più rispetto ai 15 inizialmente previsti nel 2015. Fondi regionali, europei, statali, di altre amministrazioni pubbliche, società partecipate e privati messi in moto grazie a nuovi progetti: 1,5 miliardi solo per infrastrutture ma non meno importanti sono quelli, fra gli altri, per l’edilizia pubblica (in particolare quella sanitaria con 500 milioni e 150 per quella scolastica) o per il Data centre del Centro meteo europeo in arrivo a Bologna (40 milioni stanziati dal Governo per l’allestimento al Tecnopolo all’ex Manifattura Tabacchi).
Il bilancio. «Siamo di fronte a un grande sforzo collettivo che vede protagonista l’intera società regionale- afferma Bonaccini- un’azione comune e condivisa che in due anni ha prodotto risultati straordinari: quasi 47mila nuovi posti di lavoro nel primo trimestre dell’anno e oltre 81mila in ventiquattro mesi, per una occupazione per è tornata ai livelli pre-crisi e un tasso di occupazione che porta l’Emilia-Romagna al primo posto in Italia, con la disoccupazione media scesa al 6,6% dal 9% di inizio legislatura. Un impegno che, insieme, rilanciamo con altri 2,8 miliardi di euro di investimenti, che portano le risorse complessive del Patto per il lavoro a quasi 18 miliardi di euro. Una politica di investimenti pubblici che si basa sul dialogo sociale, il confronto e il fare rete: con imprese, sindacati, enti locali, università e terzo settore stiamo davvero facendo crescere i nostri territori, creando buona occupazione. Una coesione- chiude il presidente della Giunta regionale- che ci rafforza nella convinzione di poter centrare l’obiettivo di portare la disoccupazione al 5% nel 2020».
Fondi europei. Balzo in avanti anche per quanto riguarda la programmazione 2014-2020 dei fondi europei, che fa registrare rispetto allo scorso anno significativi passi in avanti per quanto concerne l’avanzamento della spesa: oltre 1,5 miliardi le risorse messe a bando (erano 1 miliardo nel 2016 mentre quelle impegnate sono più che raddoppiate, arrivando a oltre un miliardo. Sono praticamente raddoppiati - da 347 a 660 milioni di euro - gli investimenti privati come cofinanziamento ai progetti finanziati.
Il mercato del lavoro. Secondo i dati Istat, nel primo trimestre 2017 l’occupazione regionale è ulteriormente cresciuta del 2,4% rispetto a un anno prima, con 46.600 nuovi posti di lavoro. Gli occupati sono pari a 1.972.760 e negli ultimi due anni sono costantemente cresciuti: 81.339 in più rispetto al primo trimestre 2015 (+4,3%).
Il risultato è un tasso di occupazione del 68,3%, che pone l’Emilia-Romagna al primo posto in Italia, dove ha raggiunto il Trentino Alto Adige. Un valore più alto sia rispetto alla media Italiana (57,2%) sia al Nord Est del Paese (66,7%). L’incremento tendenziale è pari a +1,6 punti percentuali ed è il più consistente rispetto al dato medio nazionale (+0,9%). Le dinamiche di genere evidenziano una crescita dei posti di lavoro maggiore per le donne (+31,300, +3,6%) rispetto agli uomini (+15300, +1,4%). Il tasso di occupazione femminile ha raggiunto il 62,8% (+1,9%).
Il tasso di disoccupazione è pari al 7%, in calo di 1,3 punti percentuali rispetto al primo trimestre del 2016: il calo più consistente tra le regioni del Nord e lontano dall’8,9% registrato all’inizio della legislatura (primo trimestre 2015). Negli ultimi dodici mesi, il tasso di disoccupazione in Emilia-Romagna è sceso a un valore medio del 6,6%, inferiore sia a quello del Veneto (6,7%) che della Lombardia (7,2%). Rispetto allo stesso periodo del 2016 si evidenzia anche un calo significativo di ore di Cassa integrazione: oltre 3,6milioni di ore autorizzate in meno (-27,6%).
Il quadro. Dal monitoraggio sull’applicazione dell’accordo che la Regione sottoscrisse nel luglio 2015 con sindacati, imprese, università, associazioni e territori esce una forte accelerazione nell’ultimo anno: 1,5 miliardi di fondi europei messi a bando (+500 milioni) sui 2,5 dell’intera programmazione 2014-2020, 660 milioni i cofinanziamenti privati (+313 milioni). Delle nuove risorse, 1,5 miliardi per le infrastrutture. Destinatari degli interventi persone e famiglie (3,1 mld), imprese (4 mld), territorio (6,7 mld) e enti locali (1,2 mld). Occupazione ai livelli pre-crisi, +1,4% il Pil nel 2016, il più alto nel Paese.
I numeri. Quanto ai destinatari degli interventi, quelli a persone e famiglie valgono 3,1 miliardi, poi 6,7 miliardi per il territorio, 4 miliardi per le imprese e 1,2 miliardi per gli enti locali. Politiche integrate e un fare rete la cui efficacia è dimostrata anche dal fatto che le risorse destinate al Patto sono salite a 17,8 miliardi di euro, 2,8 in più rispetto ai 15 inizialmente previsti nel 2015. Fondi regionali, europei, statali, di altre amministrazioni pubbliche, società partecipate e privati messi in moto grazie a nuovi progetti: 1,5 miliardi solo per infrastrutture ma non meno importanti sono quelli, fra gli altri, per l’edilizia pubblica (in particolare quella sanitaria con 500 milioni e 150 per quella scolastica) o per il Data centre del Centro meteo europeo in arrivo a Bologna (40 milioni stanziati dal Governo per l’allestimento al Tecnopolo all’ex Manifattura Tabacchi).
Il bilancio. «Siamo di fronte a un grande sforzo collettivo che vede protagonista l’intera società regionale- afferma Bonaccini- un’azione comune e condivisa che in due anni ha prodotto risultati straordinari: quasi 47mila nuovi posti di lavoro nel primo trimestre dell’anno e oltre 81mila in ventiquattro mesi, per una occupazione per è tornata ai livelli pre-crisi e un tasso di occupazione che porta l’Emilia-Romagna al primo posto in Italia, con la disoccupazione media scesa al 6,6% dal 9% di inizio legislatura. Un impegno che, insieme, rilanciamo con altri 2,8 miliardi di euro di investimenti, che portano le risorse complessive del Patto per il lavoro a quasi 18 miliardi di euro. Una politica di investimenti pubblici che si basa sul dialogo sociale, il confronto e il fare rete: con imprese, sindacati, enti locali, università e terzo settore stiamo davvero facendo crescere i nostri territori, creando buona occupazione. Una coesione- chiude il presidente della Giunta regionale- che ci rafforza nella convinzione di poter centrare l’obiettivo di portare la disoccupazione al 5% nel 2020».
Fondi europei. Balzo in avanti anche per quanto riguarda la programmazione 2014-2020 dei fondi europei, che fa registrare rispetto allo scorso anno significativi passi in avanti per quanto concerne l’avanzamento della spesa: oltre 1,5 miliardi le risorse messe a bando (erano 1 miliardo nel 2016 mentre quelle impegnate sono più che raddoppiate, arrivando a oltre un miliardo. Sono praticamente raddoppiati - da 347 a 660 milioni di euro - gli investimenti privati come cofinanziamento ai progetti finanziati.
Il mercato del lavoro. Secondo i dati Istat, nel primo trimestre 2017 l’occupazione regionale è ulteriormente cresciuta del 2,4% rispetto a un anno prima, con 46.600 nuovi posti di lavoro. Gli occupati sono pari a 1.972.760 e negli ultimi due anni sono costantemente cresciuti: 81.339 in più rispetto al primo trimestre 2015 (+4,3%).
Il risultato è un tasso di occupazione del 68,3%, che pone l’Emilia-Romagna al primo posto in Italia, dove ha raggiunto il Trentino Alto Adige. Un valore più alto sia rispetto alla media Italiana (57,2%) sia al Nord Est del Paese (66,7%). L’incremento tendenziale è pari a +1,6 punti percentuali ed è il più consistente rispetto al dato medio nazionale (+0,9%). Le dinamiche di genere evidenziano una crescita dei posti di lavoro maggiore per le donne (+31,300, +3,6%) rispetto agli uomini (+15300, +1,4%). Il tasso di occupazione femminile ha raggiunto il 62,8% (+1,9%).
Il tasso di disoccupazione è pari al 7%, in calo di 1,3 punti percentuali rispetto al primo trimestre del 2016: il calo più consistente tra le regioni del Nord e lontano dall’8,9% registrato all’inizio della legislatura (primo trimestre 2015). Negli ultimi dodici mesi, il tasso di disoccupazione in Emilia-Romagna è sceso a un valore medio del 6,6%, inferiore sia a quello del Veneto (6,7%) che della Lombardia (7,2%). Rispetto allo stesso periodo del 2016 si evidenzia anche un calo significativo di ore di Cassa integrazione: oltre 3,6milioni di ore autorizzate in meno (-27,6%).
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