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Carpigiano in galera, ma è innocente: ora vuole il risarcimento

di Valeria Cammarota
Carpigiano in galera, ma è innocente: ora vuole il risarcimento

Pasquale Vitiello ha trascorso 92 giorni tra carcere e domiciliari per un errore Chiede 119mila euro. «Ho perso tutto e i soldi non ripagano i danni morali»

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A salvarlo e a consentirgli di rifarsi una vita, pur con enormi difficoltà, sono stati l’amore delle figlie e della compagna, ma i danni morali e quelli arrecati alla sua salute fisica, quelli nessuna cifra glieli potrà mai completamente ripagare.

Pasquale Vitiello, ragioniere commercialista originario di Torre Annunziata, da anni residente a Carpi, aveva 46 anni quando rimase vittima di un errore giudiziario che compromise tutti gli anni a venire. Nel 2010, infatti, Vitiello fu indagato e incarcerato per quello che mai si è stancato di definire come un tragico errore: insieme a un cittadino di Novi e a due cinesi, rientrò nelle indagini relative a un’organizzazione criminale responsabile di aver favorito la permanenza in Italia di cinesi che, stando a finti documenti, avrebbero dovuto essere impiegati come badanti o colf. Il fatto, si è poi accertato, per Vitiello non sussisteva e venne stabilita la sua innocenza ma, nel frattempo, la vicenda gli costò 92 giorni tra carcere e arresti domiciliari.

«Vennero a prelevarmi in casa alle tre di mattina, quel lontano giorno - racconta - mi ammanettarono e mi portarono in prigione, prima a Modena poi a Cremona. Poi vennero i domiciliari. Persi tutto: la casa, il lavoro, i clienti».

Pasquale chiese aiuto ai Servizi Sociali e alla Caritas e, da lì, iniziò la sua battaglia nei confronti del sistema giudiziario: «Ero incensurato: potevano sospendermi dal lavoro - prosegue - trovare qualsiasi altro modo per farmi scontare quella che credevano essere la mia colpa, ma il carcere... Questa presunzione di colpevolezza, quando si dovrebbe essere considerati innocenti fino a prova contraria: questo è un fallimento per l’Italia e una vergogna».

Venerdì scorso, Vitiello e il suo avvocato hanno depositato il loro ricorso per ottenere i danni morali ed economici. Oltre 119mila euro, la somma richiesta: 100 mila euro forfettari in virtù della sua accertata innocenza, più 250 euro per ogni giorno di ingiusta detenzione, più altri 125 euro per ogni giorno trascorso ai domiciliari, per un totale di 19mila e 250 euro.

«La cifra massima risarcibile, in Italia, ammonta a 516 mila euro - spiega - ma nessuna cifra può risarcire, a livello morale, l’ingiustizia che ho subìto. Per questo, non mi fermo e sono determinato a rivolgermi al tribunale di Strasburgo per i diritti umani».

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