tra la gente di bomporto e ravarino
Gli “Umarell” in prima linea per godersi lo spettacolo
Se non fosse stato per il verde dell’erba sugli argini,e per il cielo blu di una tipica giornata di luglio inoltrato, poteva sembrare una di quelle vecchie cartoline in bianco e nero di una volta,...
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Se non fosse stato per il verde dell’erba sugli argini,e per il cielo blu di una tipica giornata di luglio inoltrato, poteva sembrare una di quelle vecchie cartoline in bianco e nero di una volta, quando il fiume Panaro era balneabile ed in tanti si recavano sulle sue sponde per trovare un po’ di refrigerio alla classica calura estiva della Bassa. Perché ieri, già alle 8, in molti - tra cittadini di Bomporto, Ravarino e paesi limitrofi - si sono recati in “pellegrinaggio” su entrambi gli argini per assistere al trasporto ed al montaggio del nuovo ponte. Nessuno è voluto mancare, per sentirsi parte di un evento tanto atteso che aggiunge un nuovo ed importante tassello alla storia del paese. E così famiglie con bambini, nonni accompagnati dai nipoti, residenti e commercianti di Bomporto e gente venuta da fuori si sono incamminati, in un curioso via vai che è proseguito fino al pomeriggio inoltrato, momento in cui lo spostamento del ponte è stato ultimato, lungo i due argini del fiume, presidiati dalla Protezione civile. I più fortunati accomodandosi all’ombra di un gazebo, i più temerari, invece, sostando sotto il sole cocente.
Tutti a volgere gli occhi verso la struttura che lentamente veniva spostata da argine ad argine, armati di smartphone e macchine fotografiche per immortalare il momento. Tra loro, immancabili gli umarell. Uno dei quali, eletto a furor di popolo l’umarell del giorno, ha strappato il sorriso dei presenti quando si è presentato con una borsa frigo in plastica e un binocolo in mano. Poi, perfettamente calatosi nei panni di “osservatore speciale”, si è seduto sul suo porta vivande e attraverso le lenti del cannocchiale non ha distolto un attimo lo sguardo dal nuovo ponte. Come tanti suoi “compagni”.
«Sono contento di vedere questa grande opera che era in programma da tempo», ha detto Renato Guizzardi, 77 anni, venuto apposta da Bastiglia con la nipote. «È un ponte eccezionale e ben fatto», è stato invece il commento di Giuseppe Ghisoli, 81enne di Nonantola.
«Del nuovo ponte ne avevamo davvero bisogno - ha riconosciuto Paolo Fregni, 54enne di Bomporto - perché quello vecchio era usurato e troppo piccolo per la viabilità moderna».
«Questo ponte era indispensabile per sostituire quello vecchio pericolante - ha puntualizzato Simona Zoboli, 49 anni, titolare della profumeria di piazza Roma, accompagnata dall’amica Nicoletta del Forno Bavutti - anche per riportare gente in centro che, a causa dei restringimenti che ci sono stati, veniva meno».
Non è mancata però qualche polemica. «Va bene il ponte, ma bisognerebbe fare manutenzione all’alveo. Sembra una foresta e se viene una piena non è il massimo», ha tuonato un’energica casalinga di Soliera.
Valentina Corsini
Tutti a volgere gli occhi verso la struttura che lentamente veniva spostata da argine ad argine, armati di smartphone e macchine fotografiche per immortalare il momento. Tra loro, immancabili gli umarell. Uno dei quali, eletto a furor di popolo l’umarell del giorno, ha strappato il sorriso dei presenti quando si è presentato con una borsa frigo in plastica e un binocolo in mano. Poi, perfettamente calatosi nei panni di “osservatore speciale”, si è seduto sul suo porta vivande e attraverso le lenti del cannocchiale non ha distolto un attimo lo sguardo dal nuovo ponte. Come tanti suoi “compagni”.
«Sono contento di vedere questa grande opera che era in programma da tempo», ha detto Renato Guizzardi, 77 anni, venuto apposta da Bastiglia con la nipote. «È un ponte eccezionale e ben fatto», è stato invece il commento di Giuseppe Ghisoli, 81enne di Nonantola.
«Del nuovo ponte ne avevamo davvero bisogno - ha riconosciuto Paolo Fregni, 54enne di Bomporto - perché quello vecchio era usurato e troppo piccolo per la viabilità moderna».
«Questo ponte era indispensabile per sostituire quello vecchio pericolante - ha puntualizzato Simona Zoboli, 49 anni, titolare della profumeria di piazza Roma, accompagnata dall’amica Nicoletta del Forno Bavutti - anche per riportare gente in centro che, a causa dei restringimenti che ci sono stati, veniva meno».
Non è mancata però qualche polemica. «Va bene il ponte, ma bisognerebbe fare manutenzione all’alveo. Sembra una foresta e se viene una piena non è il massimo», ha tuonato un’energica casalinga di Soliera.
Valentina Corsini
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