Gazzetta di Modena

Modena

Il quartiere smart inizia a prendere vita con il data center

di Luca Gardinale
Il quartiere smart inizia a prendere vita con il data center

Cinque milioni di finanziamento per una nuova costruzione che ospiterà il cuore informatico della città del futuro

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Non solo un polo dell’innovazione e della ricerca, ma anche il simbolo di un’area che, almeno secondo i piani del Comune, cambierà faccia e rinascerà grazie al Piano periferie, che porterà investimenti per 60 milioni, di cui 18 finanziati dal bando promosso dalla presidenza del Consiglio dei ministri.

Perché il Data Center che nascerà nell’area nord della città, quella dell’ex mercato bestiame, sarà di fatto il ‘portale’ di accesso alla nuova zona riqualificata dove il Comune ha scelto di disegnare la città del futuro, tra scelte innovative e avveniristiche che arriveranno anche a testare le auto senza guidatore. A dirlo è la stessa giunta comunale, che la settimana scorsa ha approvato una serie di delibere tutte dedicate alla riqualificazione di un'area della città da sempre in difficoltà.

E le caratteristiche del nuovo edificio che ospiterà il Data center e l’Innovation hub vengono delineate dalla delibera 390 dell’11 luglio scorso, che parla di uno «spazio fisico e virtuale dove si intrecciano risorse per l’innovazione, spazi per il coworking e la contaminazione di idee tra i vari attori che vi partecipano, con il fine di sviluppare nuove idee e nuove imprenditorialità. Una richiesta - si legge ancora nel documento approvato dalla giunta - arrivata dall’università, ma anche dagli altri enti e partner interessati a creare un luogo di scambio e di crescita volto a creare esperienze di ricerca, innovazione e scambio». L’amministrazione prevede dunque che «i servizi informatici del Comune e dell’Università di Modena e Reggio Emilia vengano ricollocati all’interno dell’Innovation hub, aprendosi ai privati in ottica di sviluppo ‘smart’ della città, mentre l’utilizzo di questo spazio potrà essere esteso anche ad altri enti locali del territorio provinciale, nonché alle aziende sanitarie e alle associazioni e imprese private.

L’obiettivo è il recupero di una parte di città che, avendo perduto la funzione originaria, risulta essere sia per dimensioni che per marginalità un vero ‘vuoto’ urbano e sociale, costituisce il fulcro del progetto di riqualificazione urbana area nord; in particolare - continua la delibera - il nuovo edificio si colloca come ‘portale’ di accesso all’area, posto al centro dell’asola tra le recenti edificazioni residenziali e le strutture esistenti che facevano parte del dismesso mercato bestiame».

Ma come sarà dunque il nuovo polo informatico? Nel documento licenziato dalla giunta si parla di un edificio di due piani: «In considerazione della posizione di portale di ingresso all’area di riqualificazione - si legge ancora - il fronte principale è delineato da un’alta pensilina che nasce sul lato sinistro del prospetto». E’ inoltre prevista la realizzazione «di una parete vetrata a tutta altezza, con gli accessi distinti, i due laterali riservati al piano terra che ospita l’area Academy, quello centrale che consente di accedere alla scala di collegamento con il primo piano, cuore pulsante del Data center».

Nell’edificio troveranno posto anche una sala conferenze ed un blocco-servizi, con una grande sala open space. Ma qual è il costo di questo ambizioso progetto? La spesa complessiva prevista dal Comune è di cinque milioni e 100mila euro, di cui circa tre milioni serviranno a finanziare le opere vere e proprie, un milione e 300mila euro la manodopera, mentre gli altri costi riguardano spese e oneri vari.

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