Market etnici, giro di vite: scattano multe e chiusura
di Stefano Totaro
In vicolo Caselline oltre 20mila euro di sanzioni per merce senza provenienza, prodotti scaduti e un clandestino al lavoro. Altro intervento in via Morselli
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È scesa in campo la task force capitanata dai carabinieri e per due negozi etnici è stato un mare di guai. Soprattutto per uno, quello che si trova in vicolo Caselline, a lato di piazza Matteotti: alla fine degli accertamenti serrande abbassate e una serie di multe che complessivamente supera i 20mila euro.
In tutta Italia in questo periodo infatti i militari dell’Arma stanno svolgendo controlli approfonditi in agricoltura: viene presa in esame, per vedere se le leggi nei vari aspetti sono rispettate, la filiera agroalimentare. Controlli dunque dalle aziende agricole agli allevamenti, dai magazzini fino ai rivenditori, ai negozi al dettaglio. A Modena, in attesa di altri in vari settori, l’altro giorno sono finiti nel mirino due negozi etnici, due minimarket che vendono, tra una infinita serie di altri prodotti, anche frutta e verdura: quello in via Morselli e quello in via Caselline, gestiti entrambi da cittadini del Bangladesh.
A controllare c’erano parecchie persone con incarichi specifici: Ispettorato del lavoro, Ausl, Forestale e i carabinieri per le politiche agricole e alimentari con i Nac (nuclei anti frodi) e Nas (nuclei anti sofisticazioni) venuti da Parma.
Al 36enne bengalese del market in via Morselli è andata tutto sommato abbastanza bene. “solo” 1.100 euro di multa perché alcuni prodotti non riportavano l'etichettatura.
Male, anzi malissimo è andata per il il 28enne bengalese c la cui attività è stata chiusa a tempo indeterminato. Innanzitutto i prodotti: alcuni di questi erano scaduti mentre altri, tipo frutta e verdura, non avevano alcuna tracciabilità, cioè non si sapeva da dove provenisse la merce in vendita. Altre confezioni inoltre non avevano riportate nessuna indicazione sulla scadenza. Tutto ciò ha comportato sanzioni per circa 3500 euro. A queste multe se ne è aggiunta una molto salata, di ben 5mila euro: il market utilizzava sportine non biodegradabili, come la legge impone ormai dal 2012.
Ma tutto il market è finito “sotto accusa”: l'Ausl di Modena ha fatto accertamenti e ha deciso per la sospensione dell’esercizio dovuta alle condizioni igienico sanitarie carenti.
Ma non è finita: anche il fisco potrà rivalersi sul negoziante, che è stato multato per 16mila euro poiché nei mesi scorsi aveva assunto un dipendente non in regola con il permesso di soggiorno, un bengalese 21enne a cui erano state revocate le condizioni per la permanenza in Italia.
In tutta Italia in questo periodo infatti i militari dell’Arma stanno svolgendo controlli approfonditi in agricoltura: viene presa in esame, per vedere se le leggi nei vari aspetti sono rispettate, la filiera agroalimentare. Controlli dunque dalle aziende agricole agli allevamenti, dai magazzini fino ai rivenditori, ai negozi al dettaglio. A Modena, in attesa di altri in vari settori, l’altro giorno sono finiti nel mirino due negozi etnici, due minimarket che vendono, tra una infinita serie di altri prodotti, anche frutta e verdura: quello in via Morselli e quello in via Caselline, gestiti entrambi da cittadini del Bangladesh.
A controllare c’erano parecchie persone con incarichi specifici: Ispettorato del lavoro, Ausl, Forestale e i carabinieri per le politiche agricole e alimentari con i Nac (nuclei anti frodi) e Nas (nuclei anti sofisticazioni) venuti da Parma.
Al 36enne bengalese del market in via Morselli è andata tutto sommato abbastanza bene. “solo” 1.100 euro di multa perché alcuni prodotti non riportavano l'etichettatura.
Male, anzi malissimo è andata per il il 28enne bengalese c la cui attività è stata chiusa a tempo indeterminato. Innanzitutto i prodotti: alcuni di questi erano scaduti mentre altri, tipo frutta e verdura, non avevano alcuna tracciabilità, cioè non si sapeva da dove provenisse la merce in vendita. Altre confezioni inoltre non avevano riportate nessuna indicazione sulla scadenza. Tutto ciò ha comportato sanzioni per circa 3500 euro. A queste multe se ne è aggiunta una molto salata, di ben 5mila euro: il market utilizzava sportine non biodegradabili, come la legge impone ormai dal 2012.
Ma tutto il market è finito “sotto accusa”: l'Ausl di Modena ha fatto accertamenti e ha deciso per la sospensione dell’esercizio dovuta alle condizioni igienico sanitarie carenti.
Ma non è finita: anche il fisco potrà rivalersi sul negoziante, che è stato multato per 16mila euro poiché nei mesi scorsi aveva assunto un dipendente non in regola con il permesso di soggiorno, un bengalese 21enne a cui erano state revocate le condizioni per la permanenza in Italia.
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