Modena. Arriva il “mini-daspo” contro bivacchi e abusivi
Il Comune introduce le novità della Legge Minniti già applicata in altre città Combatteranno quei comportamenti condannabili senza essere ancora reati
MODENA. Finora ha portato ad allontanare due spacciatori fiorentini, impedire l’avvicinamento al centro a tre writers molesti milanesi e cacciare quattro giovani baresi che avevano occupato abusivamente una villa abbandonata. E poco male se ha fatto litigare mezzo Parlamento, provocando l’indignazione di Roberto Saviano e della sinistra (che lo considera troppo aggressivo) e del centrodestra (che lo considera insufficiente): visto che ai sindaci (tutti) sembra piacere, il nuovo mini-daspo arriva anche a Modena. La novità, prevista nella legge voluta dal ministro Minniti e già applicata in alcune città, è stata recepita nel Regolamento di polizia urbana grazie alla delibera approvata ieri sera in Consiglio comunale, che apporta dunque alcune importanti modifiche al regolamento, con l’obiettivo di dare più poteri al sindaco e combattere le situazioni di degrado e insicurezza. Al centro della delibera ci sono infatti diversi comportamenti che, pur non rappresentando sempre dei reati, minacciano il decoro della città e degli spazi pubblici: il caso classico è quello del bivacco in un parco, oppure quello dell’accattonaggio. Situazioni che da oggi possono portare all’applicazione dello strumento al centro della legge 48 del 2017, ovvero il ‘mini-daspo’, che prevede l’allontanamento per 48 ore dall’area al centro del comportamento molesto, ma anche a sanzioni più pesanti di quelle applicate finora, con multe tra i 100 e i 300 euro contro i 25-100 attuali. Il provvedimento, illustrato in aula dall’assessore alla Legalità Andrea Bosi, è stato approvato ieri sera, al termine dell’ultima seduta del Consiglio prima della pausa estiva. «Nell’applicazione della legge - ha spiegato l’assessore Bosi - abbiamo cercato di circoscrivere chiaramente le fattispecie di comportamenti sanzionabili, per evitare di ricondurre ogni gesto di libertà e ogni situazione sociale sotto la cappa dell’ordine pubblico. La verifica di tutto il regolamento a settembre servirà per approfondire ancor meglio questo tema». Le sanzioni amministrative che introduce la nuova legge si applicano nelle stazioni ferroviarie e del trasporto pubblico locale. La normativa affida poi ai singoli Comuni l’individuazione di altre aree urbane in cui applicare queste sanzioni e le indica genericamente citando scuole, siti universitari, musei e aree archeologiche, complessi monumentali, luoghi culturali interessati da flussi turistici o adibiti a verde pubblico. Con le novità approvate ieri, ora il regolamento di Polizia urbana elenca puntualmente all’articolo 5 bis tutte le aree individuate dove la sanzione per le violazioni a un serie di articoli del regolamento va dai 100 ai 300 euro e nelle quali il sindaco può applicare l’allontanamento per 48 ore dal luogo in cui è stato commesso il fatto. Qualora il soggetto contravvenga alla disposizione, cioè entro le 48 ore torni sul luogo, la sanzione raddoppia e parte la segnalazione al questore (eventualmente anche ai servizi socio-sanitari). A quel punto, il questore, qualora valuti che dalla condotta tenuta possa derivare pericolo per la sicurezza, può disporre, con provvedimento motivato e per un periodo non superiore a sei mesi, il divieto di accesso a una o più delle aree in questione. Se poi il soggetto ha precedenti per reati contro la persona o il patrimonio, il divieto può arrivare ai due anni.
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