Campogalliano: «Corri bendato e capisci quanto sei fortunato»
Ieri sera la “Runner in Vista” con i non vedenti protagonisti assieme a un centinaio di appassionati: «Un esempio di aggregazione sportiva»
CAMPOGALLIANO. «Un'esperienza immedesimante». È così che i partecipanti hanno descritto "Runner in Vista", manifestazione sportiva non agonistica che ieri, ai laghi Curiel di Campogalliano, ha unito vedenti e non vedenti in una gara di corsa.
La manifestazione è stata organizzata dalla sezione modenese dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, in collaborazione con Proxima, società modenese di comunicazione.
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«È nato tutto da un tour di undici tappe a livello nazionale - racconta Ivan Galiotto, presidente dell'Uici modenese -. Proxima, in occasione della loro festa annuale, ha pensato di riprodurre qui un facsimile dell'evento nazionale». La tappa "aggiuntiva" di Campogalliano ha visto partecipare più di cento persone, che ieri alle 19 hanno corso per quattro chilometri e mezzo tra la natura ed il silenzio dei laghetti. Ma non è stata una corsa come tutte le altre: chi ha partecipato, pagando l'iscrizione di cinque euro, è stato fornito un "pacco gara". Questo comprendeva uno zainetto, una tshirt con il logo dell'evento e una fascia scaldacollo che poteva essere usata come una benda sugli occhi, per immedesimarsi nell'esperienza di chi non può usare la propria vista.
Lo scopo dell'evento, infatti, è stato quello di condividere attraverso lo sport e l'immedesimazione l'esperienza di chi, dicono gli organizzatori, «vede con altri occhi». «Alcuni l'hanno provata prima di correre e hanno detto che per loro è stato troppo intenso», ha detto Emilio Bori di Proxima. Altra possibilità è stata quella di poter correre insieme ad un non vedente, grazie ad uno speciale nastrino che legava i due partecipanti durante la gara. «È un momento di sensibilizzazione attraverso lo sport - dice Galiotto -. Lo sport è aggregazione, e lo praticano anche ipovedenti e non vedenti. Siamo tutti nello stesso mondo, ma non credo che tutti si immaginino che si può fare sport anche nelle nostre condizioni». Un tipo di organizzazione che, a detta dei partecipanti, ha dato buoni frutti: «È stata una bellissima esperienza, correre tutti insieme. Abbiamo provato l'esperienza di correre a occhi bendati, anche se è stato difficile», commentano Chiara e le sue amiche. «È stata una bella esperienza, bisognerebbe che ce ne fossero un pochino più spesso, perché aiutare gli altri è una bella cosa - dicono Massimo e Antolenna Madrighelli, venuti apposta da Modena -. La benda aiuta ad immedesimarsi, ci si rende conto che siamo stati molto fortunati». Per Roberta e Franco, altra coppia modenese, usare la benda «è stato particolare, una sensazione che non ti aspetti. Ascolti di più e ti fidi quello che fai. È stato immedesimante». I fondi raccolti durante la gara, insieme a quelli del tour, sono stati devoluti totalmente all'Uici, che li destinerà al progetto "Esplora", per aiutare i bambini non vedenti ed ipovedenti.
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