Gazzetta di Modena

Modena

Donne, la violenza è quotidiana Una richiesta di aiuto al giorno

di Saverio Cioce

All’associazione Casa delle Donne nel 2016 sono arrivate 367 persone con problemi di convivenza Bertolani: «Perdono l’autostima di fronte ai soprusi». Il 40 per cento di casi riguarda straniere  

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Una serata per finanziare chi aiuta le donne che cercano di ribellarsi ai mariti, agli ex fidanzati e ai compagni violenti, mettendo insieme poesie, musica e arte . «In questo modo - spiega Barbara Bertolani - vogliamo sensibilizzare la città su un problema che troppe volte viene dimenticato. Non c’è una censura ufficiale però il tema delle violenze contro le donne è sfuggente e salvo i casi di cronaca nera, i più gravi che finiscono davanti all’opinione pubblica, tutto il mondo dei soprusi nascosti ai danni di donne che non riescono a ribellarsi finisce nel calderone dei conflitti di coppia. Finora abbiamo raccolto 5 mila euro e anche una serata di spettacolo e gastronomia, tra poesie e canzoni, può aiutare questa causa».

«Una donna al giorno bussa alle porte del nostro Centro antiviolenza per chiedere consigli, sfogarsi e chiedere aiuto - puntualizza Barbara Bertolani, che da undici anni ascolta e indirizza le donne in cerca di sostegno - Le cause? Sono le più varie ma i numeri sono significati. L’anno scorso abbiamo trattato 367 casi, di cui il 60% donne italiane e per il 40% straniere. Di queste una trentina si riferiscono all’anno precedente ma è evidente che si tratta di fenomeni che durano nel tempo e che hanno bisogno di essere seguiti soprattutto dal lato umano. Molto spesso infatti le donne che vengono da noi sono incerte, non sanno valutare quello che sta accadendo, sono esasperate e quasi rassegnate per quello che subiscono e hanno perso fiducia in sè stesse. Non è detto che la violenza sia solo fisica; può essere anche verbale, psicologica, ma ha come costante il fatto di essere asimmetrica. La donna non ha lo stesso diritto del marito di rispondere agli insulti con gli insulti, anche se è laureata e il suo compagno non lo è. Un luogo comune da sfatare è quello per cui le violenze riguarderebbero solo coppie di basso livello sociale e culturale: no, gli scontri si trovano anche in coppie in cui la donna, con un’attività professionale ben avviata e magari socialmente molto visibile, deve fare i conti con un marito da cui ha avuto figli, che è pure un professionista molto affermato. Per tutte c’è il ricatto economico e quello sui figli».

Per le donne straniere la pressione si realizza con uno strumento in più. Molte di loro, soprattutto dall’Est e dall’Africa, arrivano per effetto del ricongiungimento famigliare, e il marito s’impegna a garantire per loro, anche dal punto di vista economico: se manca la sua firma di garanzia la donna deve fare le valigie e andar via dall’Italia, lasciando i figli. Questo almeno per i primi anni, se non ha un lavoro autonomo e dipende in tutto e per tutto dal marito. Diverso invece il caso di una parte delle donne africane, quando ci sono i matrimoni combinati e le tradizioni sono più forti: poche volte il matrimonio si salva, ma con più diritti per le moglie, se vengono riconosciuti.

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