«Fare screening non significa trivellare»
di Andrea Gilioli
Formigine. Rassicurazioni degli assessori regionali sul caso “Bugia” ma i comitati replicano: «Nessuno fa indagini gratis»
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FORMIGINE. Una quarantina di cittadini, il sindaco Maria Costi e diversi assessori: questa la platea che ieri sera ha ascoltato, in sala Loggia, gli interventi degli assessori regionali Palma Costi e Paola Gazzolo per fare luce sulla controversa autorizzazione “Bugia” per la ricerca di idrocarburi nel sottosuolo del distretto ceramico.
In sala, naturalmente, anche i referenti dei comitati NoTriv che si sono di recente costituiti nel distretto e un folto gruppo del comitato “No Fantozza”, autorizzazione allo screening “gemella”, relativa alla Bassa, che ha bollato gli interventi come “politichese”, ribadendo un fermissimo no a qualsiasi operazione di ricerca. Presenti anche tecnici della Regione, dell’Università, dell’Ingv e del Ministero, che hanno spiegato come le attività di screening, autorizzate dopo attente valutazioni, abbiano anche il rilevantissimo obiettivo di dare alla pubblica amministrazione dati sul sottosuolo di grandissima importanza, anche nell’ottica della tutela del territorio e della difesa da fenomeni geologici temuti. Condivisione delle decisioni con i territori la parola d’ordine negli interventi dei due assessori regionali.
«Noi come Regione - ha spiegato l’assessore Costi - non siamo i soggetti che danno questo tipo di autorizzazioni. Diamo un parere al ministero e a questo scopo vogliamo condividere la decisione con i territori e i Comuni. Siamo ben contenti di aver organizzato questo evento per fare chiarezza e la sospensione ottenuta per i prossimi mesi ci serve proprio per dare una corretta informazione. Non è vero che le azioni di screening, che non prevedono automaticamente perforazioni esplorative nè coltivazione di idrocarburi, siano già state definitivamente autorizzate. Manca l’ultima parola del Mise e noi, come Regione, dopo il confronto con i territori daremo il nostro parere, unica azione nelle nostre possibilità. Le autorizzazioni date sino ad ora hanno valutato con grande attenzione la sicurezza di cittadini e territori, con principi di precauzione. Ciononostante è ovvio che ci possano essere motivazioni ulteriori per il no, legate alla tenuta sociale dei territori, che valuteremo e prenderemo in considerazione con i sindaci».
Rassicurazioni, quelle date dai tecnici e dagli assessori, con Paola Gazzolo che ha ribadito come le attività di ricerca scientifica, in Emilia Romagna, siano sempre state sostenute con favore, per il bene della collettività, che non sono piaciute ai rappresentanti dei comitati. «Nessun privato fa screening del territorio gratis - ha chiosato Simone Rizzo del comitato No Triv di Formigine - È ovvio che lo scopo di Aleanna è un altro: arrivare alle trivellazioni se si troverà qualcosa. Siamo contenti che la Regione abbia chiesto e ottenuto una sospensiva fino a fine anno. Ora speriamo all'appoggio del Comune e della politica. Noi non ci arrendiamo».
In sala, naturalmente, anche i referenti dei comitati NoTriv che si sono di recente costituiti nel distretto e un folto gruppo del comitato “No Fantozza”, autorizzazione allo screening “gemella”, relativa alla Bassa, che ha bollato gli interventi come “politichese”, ribadendo un fermissimo no a qualsiasi operazione di ricerca. Presenti anche tecnici della Regione, dell’Università, dell’Ingv e del Ministero, che hanno spiegato come le attività di screening, autorizzate dopo attente valutazioni, abbiano anche il rilevantissimo obiettivo di dare alla pubblica amministrazione dati sul sottosuolo di grandissima importanza, anche nell’ottica della tutela del territorio e della difesa da fenomeni geologici temuti. Condivisione delle decisioni con i territori la parola d’ordine negli interventi dei due assessori regionali.
«Noi come Regione - ha spiegato l’assessore Costi - non siamo i soggetti che danno questo tipo di autorizzazioni. Diamo un parere al ministero e a questo scopo vogliamo condividere la decisione con i territori e i Comuni. Siamo ben contenti di aver organizzato questo evento per fare chiarezza e la sospensione ottenuta per i prossimi mesi ci serve proprio per dare una corretta informazione. Non è vero che le azioni di screening, che non prevedono automaticamente perforazioni esplorative nè coltivazione di idrocarburi, siano già state definitivamente autorizzate. Manca l’ultima parola del Mise e noi, come Regione, dopo il confronto con i territori daremo il nostro parere, unica azione nelle nostre possibilità. Le autorizzazioni date sino ad ora hanno valutato con grande attenzione la sicurezza di cittadini e territori, con principi di precauzione. Ciononostante è ovvio che ci possano essere motivazioni ulteriori per il no, legate alla tenuta sociale dei territori, che valuteremo e prenderemo in considerazione con i sindaci».
Rassicurazioni, quelle date dai tecnici e dagli assessori, con Paola Gazzolo che ha ribadito come le attività di ricerca scientifica, in Emilia Romagna, siano sempre state sostenute con favore, per il bene della collettività, che non sono piaciute ai rappresentanti dei comitati. «Nessun privato fa screening del territorio gratis - ha chiosato Simone Rizzo del comitato No Triv di Formigine - È ovvio che lo scopo di Aleanna è un altro: arrivare alle trivellazioni se si troverà qualcosa. Siamo contenti che la Regione abbia chiesto e ottenuto una sospensiva fino a fine anno. Ora speriamo all'appoggio del Comune e della politica. Noi non ci arrendiamo».
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