il parco senza sfalci
Nella jungla di Budrione: erba alta, topi, bisce e insetti
Occorre armarsi di pazienza e di uno sguardo più che vigile per rintracciare, a Budrione, l'esistenza di quello che sarebbe un grazioso angolo verde se solo, oramai, la natura non ne avesse preso...
2 MINUTI DI LETTURA
Occorre armarsi di pazienza e di uno sguardo più che vigile per rintracciare, a Budrione, l'esistenza di quello che sarebbe un grazioso angolo verde se solo, oramai, la natura non ne avesse preso pieno possesso. Assai probabile che chi abita fuori zona nemmeno ne conosca l’esistenza e questo perché lo stato di abbandono del piccolo parco è tale da rendere complicato accorgersi persino del fatto che, in origine, la zona aveva una sua pavimentazione d’ingresso, ora invasa dalle sterpaglie in ogni fuga di ogni singola mattonella. Il polmone verde si trova nelle immediate vicinanze della chiesa e, ancora prima, della scuola d’infanzia Aida e Umberto Bassi, in via Budrione Migliarina Est.
Le piante hanno raggiunto altezze considerevoli, crescendo a ridosso, attorno, sopra le panchine ai lati del viottolo che congiunge la strada principale alla retrostante via Don Pietro Allegretti; la fontana, anch’essa ricoperta di arbusti, non funziona e i cestini della spazzatura sono riversi per terra, colmi.
Numerose le proteste degli abitanti che, convinti si tratti di un’area verde comunale, da tempo lamentano l’assenza dell’amministrazione per potatura e sfalcio: tuttavia, la verità è un’altra. Si tratta, infatti, di un’area sottoposta a una concessione edilizia in base alla quale il cosiddetto “soggetto attuatore”, ossia il costruttore di uno o più immobili, è tenuto a destinare una determinata percentuale di metratura ad area verde, di cui è tenuto a occuparsi.
«Lì è nato un quartiere quasi dal nulla - racconta un abitante della zona - Dietro il parco sono già sorte alcune abitazioni, da circa 3-4 anni, mentre è ancora in costruzione la palazzina a fianco. La situazione è a dir poco vergognosa: l’ultima volta che l’erba e le piante sono state tagliate risale a oltre un anno fa dunque, nel frattempo, alcuni residenti delle villette retrostanti hanno provveduto a staccare i cestini dei rifiuti perché la gente smettesse di farne una discarica. Ora, però, nessuno si addentra più nel parco: è abitato unicamente da insetti, topi e bisce, complice anche il canale di irrigazione distante solo pochi metri». Ora i cittadini gli si appellano perché si bonifichi la zona. (camma)
Le piante hanno raggiunto altezze considerevoli, crescendo a ridosso, attorno, sopra le panchine ai lati del viottolo che congiunge la strada principale alla retrostante via Don Pietro Allegretti; la fontana, anch’essa ricoperta di arbusti, non funziona e i cestini della spazzatura sono riversi per terra, colmi.
Numerose le proteste degli abitanti che, convinti si tratti di un’area verde comunale, da tempo lamentano l’assenza dell’amministrazione per potatura e sfalcio: tuttavia, la verità è un’altra. Si tratta, infatti, di un’area sottoposta a una concessione edilizia in base alla quale il cosiddetto “soggetto attuatore”, ossia il costruttore di uno o più immobili, è tenuto a destinare una determinata percentuale di metratura ad area verde, di cui è tenuto a occuparsi.
«Lì è nato un quartiere quasi dal nulla - racconta un abitante della zona - Dietro il parco sono già sorte alcune abitazioni, da circa 3-4 anni, mentre è ancora in costruzione la palazzina a fianco. La situazione è a dir poco vergognosa: l’ultima volta che l’erba e le piante sono state tagliate risale a oltre un anno fa dunque, nel frattempo, alcuni residenti delle villette retrostanti hanno provveduto a staccare i cestini dei rifiuti perché la gente smettesse di farne una discarica. Ora, però, nessuno si addentra più nel parco: è abitato unicamente da insetti, topi e bisce, complice anche il canale di irrigazione distante solo pochi metri». Ora i cittadini gli si appellano perché si bonifichi la zona. (camma)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
