“Roadhouse” a Modena ha fatto 103
Superato il centinaio di locali in Italia. Il marchio riconosciuto dalla società KPMG come primo nazionale nel settore
MODENA. È stato aperto per la prima volta il 30 giugno scorso, alla vigilia del concerto-evento di Vasco Rossi a Modena Park, e nella notte, dopo l’esibizione del rocker, ha fatto subito un pienone. Ieri, tre settimane dopo l’apertura, la presentazione alla stampa: per il ristorante numero 103 della catena Roadhouse del Gruppo Cremonini, collocato in via Ramelli di fronte al cinema Victoria, facile prevedere che andrà ad arricchire la lunga serie di soddisfazioni acquisite. A spiegare i motivi dei successi di questa catena di ristoranti ieri a Modena c’erano la responsabile delle relazioni esterne Claudia Cremonini e il direttore marketing Alfonso Iannotta. I motivi fondamentali sono da ricercare nei prezzi accessibili, nella trasversalità delle offerte, a base ovviamente di carni alla griglia, che possono attrarre i giovani, le famiglie, i lavoratori nelle pause pranzo. In più da tempo sono presenti le cosiddette “facilities tecnologiche”, dal wifi gratuito alla App Roadhouse, che permette di utilizzare la fidelity card per ottenere sconti e promozioni esclusive e di pagare tramite smartphone evitando la fila in cassa. Una accurata ricerca da parte del Gruppo aveva infatti individuato nelle file alla cassa per i pagamenti il limite più penalizzante per questa tipologia di ristorazione. Problema risolto poi, dettaglio non trascurabile, per tutti i bambini è a disposizione l’innovativa “area kids” con giochi interattivi.
«A Modena eravamo già presenti con il ristorante del casello autostradale Modena Sud - ha detto Claudia Cremonini - ma ci veniva richiesta una presenza in città che, dalle prime indicazioni, potrebbe riscuotere consensi». Il secondo ristorante modenese ha 160 posti a sedere, un parcheggio privato con 40 posti auto e ha dato lavoro a 30 giovani, tutti selezionati nella zona di Modena.
Un riconoscimento significativo per la catena Roadhouse Restaurant arriva dalla ricerca “L’era della Customer Experience”, realizzata dalla società di consulenza KPMG Numwood: la catena del Gruppo Cremonini Roadhouse è risultato il primo marchio in Italia nella categoria “Ristoranti” per la qualità del modo di percepire l’interazione con l’azienda da parte della clientela. In questa graduatoria Roadhouse occupa il 35° posto assoluto tra i marchi nazionali e internazionali. I ristoranti Roadhouse sono aperti al pubblico 7 giorni su 7 e il menu offerto prevede un assortimento di piatti unici a base di carne alla griglia (Ribeye, New York Strip, Filet Mignon, T-Bone Steak, hamburger), accompagnati da scelta di contorni e dessert. Il prezzo medio a persona è compreso tra i 17 e 19 euro. Prezzi che solo il Gruppo Cremonini può permettersi e il motivo è facilmente comprensibile: le carni non devono essere acquistate presso altre realtà ma provengono dalla più elementare delle sinergie.
Nel 2016 Roadhouse ha realizzato un fatturato di 125 milioni di euro, in crescita del 25% sull’anno precedente. Altri numeri che aiutano a comprendere le dimensioni di Roadhouse sono gli oltre otto milioni di clienti l’anno, 103 locali, 2.600 dipendenti, oltre un milione di soci del Club Fedeltà. Entro il 2017 Roadhouse prevede altre 10 aperture. Le prossime saranno a Lentate sul Seveso (MB), Torino Vinovo e Conegliano Veneto (TV). Un ritmo vertiginoso.
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