Una scienziata modenese a Berlino
Caterina Cocchi studierà i segreti del grafene all’ateneo di Humboldt
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Caterina Cocchi, modenese classe 1984, è diventata Junior Professor alla prestigiosa Università Humboldt di Berlino. La giovane ricercatrice con una brillante formazione ad Unimore – Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, una laurea e un dottorato in fisica conseguiti col massimo dei voti, dal 2013 lavora alla Humboldt-Universität, la più antica università di Berlino (Germania). Ora si è aggiudicata il ruolo di “giovane professore” nel gruppo di Fisica Teorica, dove si occuperà di investigare i complessi fenomeni quantistici all’interno dei nuovi materiali, primo fra tutti il grafene.
Il curriculum di Caterina Cocchi ha solide basi a Modena. Prima il Liceo Muratori, poi una laurea in Fisica all'Unimore con 110 e lode, sotto la supervisione dei professori Sergio Valeri e Elisa Molinari, seguita dal dottorato Physics and Nanosciences svolto tra il Dipartimento di Fisica e l'Istituto Nanoscienze del Cnr (CnrNano), nel campus scientifico di via Campi a Modena, con una tesi sul grafene il “materiale delle meraviglie”. «È la superstar dei materiali, studiato nei laboratori in tutto il mondo e anche a Modena - spiega Caterina Cocchi - dove in particolare ci si concentra sui fenomeni quantistici che si producono in questo foglio di atomi di carbonio».
Caterina arriva a Berlino nel 2013 e alla Università Humboldt inizia il post-dottorato, tappa essenziale per costruirsi una carriera scientifica di alto livello. Qui entra nel gruppo di ricerca in fisica teorica dello stato solido, un team che oggi conta più di 35 persone. «Mi dedicherò allo studio teorico di altri materiali bidimensionali: il grafene è certamente uno di questi, ma da quando ho lasciato Modena la “famiglia” dei materiali a due dimensioni si è enormemente arricchita - con il fosforene, il silicene, il germanene - spiega Cocchi. Mi interessa indagare come questi materiali reagiscono non solo alla luce ma anche alla radiazione infrarossa, fino ai raggi X, e come la combinazione di più materiali bidimensionali impilati in strutture multistrato possa dare origine a proprietà nuove o aumentate rispetto a quelle dei singoli componenti».
Per la giovane ricercatrice resta forte il legame con Modena, sia personale che professionale. «Modena - prosegue Caterina Cocchi - è la città nella quale non solo ho iniziato la mia carriera, nella quale sono nata e cresciuta, e mi sono impegnata in progetti civili e politici. Sono ancora in stretto contatto con il gruppo di Elisa Molinari presso Unimore e CnrNano, e nel prossimo futuro vorrei rafforzare ulteriormente questa collaborazione, ad esempio attraverso iniziative bilaterali Italia-Germania».
E della sua nuova città di adozione è entusiasta: «Berlino è un luogo straordinario in cui fare ricerca, - racconta Caterina Cocchi - il campus dove lavoro è una vera e propria città della scienza con oltre cinquemila persone impegnate nella ricerca e molte start-up e aziende. Berlino è anche una città meravigliosa in cui vivere: qui la diversità è un tratto comune, qui nessuno è veramente straniero». Sicuramente non questa brillante modenese.
Il curriculum di Caterina Cocchi ha solide basi a Modena. Prima il Liceo Muratori, poi una laurea in Fisica all'Unimore con 110 e lode, sotto la supervisione dei professori Sergio Valeri e Elisa Molinari, seguita dal dottorato Physics and Nanosciences svolto tra il Dipartimento di Fisica e l'Istituto Nanoscienze del Cnr (CnrNano), nel campus scientifico di via Campi a Modena, con una tesi sul grafene il “materiale delle meraviglie”. «È la superstar dei materiali, studiato nei laboratori in tutto il mondo e anche a Modena - spiega Caterina Cocchi - dove in particolare ci si concentra sui fenomeni quantistici che si producono in questo foglio di atomi di carbonio».
Caterina arriva a Berlino nel 2013 e alla Università Humboldt inizia il post-dottorato, tappa essenziale per costruirsi una carriera scientifica di alto livello. Qui entra nel gruppo di ricerca in fisica teorica dello stato solido, un team che oggi conta più di 35 persone. «Mi dedicherò allo studio teorico di altri materiali bidimensionali: il grafene è certamente uno di questi, ma da quando ho lasciato Modena la “famiglia” dei materiali a due dimensioni si è enormemente arricchita - con il fosforene, il silicene, il germanene - spiega Cocchi. Mi interessa indagare come questi materiali reagiscono non solo alla luce ma anche alla radiazione infrarossa, fino ai raggi X, e come la combinazione di più materiali bidimensionali impilati in strutture multistrato possa dare origine a proprietà nuove o aumentate rispetto a quelle dei singoli componenti».
Per la giovane ricercatrice resta forte il legame con Modena, sia personale che professionale. «Modena - prosegue Caterina Cocchi - è la città nella quale non solo ho iniziato la mia carriera, nella quale sono nata e cresciuta, e mi sono impegnata in progetti civili e politici. Sono ancora in stretto contatto con il gruppo di Elisa Molinari presso Unimore e CnrNano, e nel prossimo futuro vorrei rafforzare ulteriormente questa collaborazione, ad esempio attraverso iniziative bilaterali Italia-Germania».
E della sua nuova città di adozione è entusiasta: «Berlino è un luogo straordinario in cui fare ricerca, - racconta Caterina Cocchi - il campus dove lavoro è una vera e propria città della scienza con oltre cinquemila persone impegnate nella ricerca e molte start-up e aziende. Berlino è anche una città meravigliosa in cui vivere: qui la diversità è un tratto comune, qui nessuno è veramente straniero». Sicuramente non questa brillante modenese.
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