Anche modenesi nella tragedia di Kos «Una notte di paura»
di Stefano Luppi
Coinvolti, senza conseguenze, anche Roberto Franchini della Fondazione San Carlo, Emanuele Riccio e Diego Zurlo
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«Abbiamo avuto molta paura, è stato come riprecipitare nell’incubo del terremoto a Modena».
Sono di questo tenore i commenti che arrivano dall’isola greca di Kos nel mar Egeo, dove due notti fa si è verificato un forte sisma di magnitudo 6,7 che ha provocato 2 morti, oltre 200 feriti, danni a edifici e un piccolo tsunami nel porto della piccola cittadina. Sull’isola greca in vacanza anche un volto noto modenese come il giornalista e presidente della Fondazione San Carlo Roberto Franchini. «Oggi (ieri, ndr) dovevamo in ogni caso ripartire dal villaggio turistico perché le nostre ferie sono finite. Siamo rimasti bloccati in aeroporto per molte ore prima che in serata finalmente ci facessero ripartire per Bologna e devo dire che non ne vedevo l’ora». Franchini, già portavoce dell’ex governatore Emiliano Vasco Errani ai tempi del terremoto 2012, ripercorre i momenti delle scosse che sono state forti sull’isola e nella vicina città turca di Bodrum, l’antica Alicarnasso. «La prima forte scossa - spiega Franchini - è stata dopo mezzanotte ed è stata fortissima veramente. Per fortuna il nostro villaggio è stato costruito di recente e ha tenuto perfettamente, ma certo la paura è stata molta soprattutto perché stavamo dormendo e siamo stati ovviamente svegliati di soprassalto. Decine di turisti sono rimasti così, all’aperto in attesa di comprendere cosa fare; tra l’altro abbiamo conosciuto una ragazza toscana che nella notte era in una discoteca al piano terra di un vecchio edificio e ci ha detto che il sisma ha sbriciolato il secondo piano e tutti i ragazzi sono scappati impauriti. Abbiamo dormito solo un paio d’ore e siamo stati l’intera notte all’aperto indecisi sul da farsi. Abbiamo decisamente la voglia di tornare a casa anche perché non vorremmo ci fossero altre scosse forti dopo lo sciame sismico. Questa è una zona sismica, ma insomma a noi è bastato il nostro».
A Kos ci sono modenesi che, sfortunatamente, il terremoto l’hanno vissuto alla metà della propria settimana di vacanza. Si tratta di Emanuele Riccio, impiegato 32enne e la guardia giurata Diego Zurlo. «Abbiamo il volo lunedì e restiamo fino a quella data. Noi siamo in un albergo a pochi chilometri dalla cittadina di Kos e nella notte dopo la scossa tutti siamo scesi al piano terra. Siamo rimasti delle ore lì al buio perché nel frattempo è saltata anche la luce, ma dobbiamo dire che il conforto da parte del personale dell’hotel è stato molto buono. Ora siamo in attesa di sapere se e quanto potremo rientrare nelle nostre camere, una volta che si capisca se l’edificio è ancora agibile. Certo è stata una bella paura soprattutto perché la scossa principale, durata a lungo, è stata sia sussultoria che ondulatoria». A ieri sera il terremoto che si è sentito fino a Rodi e Creta spaventando molti turisti e molti greci aveva prodotto uno sciame sismico di almeno 170 scosse di assestamento.
Sono di questo tenore i commenti che arrivano dall’isola greca di Kos nel mar Egeo, dove due notti fa si è verificato un forte sisma di magnitudo 6,7 che ha provocato 2 morti, oltre 200 feriti, danni a edifici e un piccolo tsunami nel porto della piccola cittadina. Sull’isola greca in vacanza anche un volto noto modenese come il giornalista e presidente della Fondazione San Carlo Roberto Franchini. «Oggi (ieri, ndr) dovevamo in ogni caso ripartire dal villaggio turistico perché le nostre ferie sono finite. Siamo rimasti bloccati in aeroporto per molte ore prima che in serata finalmente ci facessero ripartire per Bologna e devo dire che non ne vedevo l’ora». Franchini, già portavoce dell’ex governatore Emiliano Vasco Errani ai tempi del terremoto 2012, ripercorre i momenti delle scosse che sono state forti sull’isola e nella vicina città turca di Bodrum, l’antica Alicarnasso. «La prima forte scossa - spiega Franchini - è stata dopo mezzanotte ed è stata fortissima veramente. Per fortuna il nostro villaggio è stato costruito di recente e ha tenuto perfettamente, ma certo la paura è stata molta soprattutto perché stavamo dormendo e siamo stati ovviamente svegliati di soprassalto. Decine di turisti sono rimasti così, all’aperto in attesa di comprendere cosa fare; tra l’altro abbiamo conosciuto una ragazza toscana che nella notte era in una discoteca al piano terra di un vecchio edificio e ci ha detto che il sisma ha sbriciolato il secondo piano e tutti i ragazzi sono scappati impauriti. Abbiamo dormito solo un paio d’ore e siamo stati l’intera notte all’aperto indecisi sul da farsi. Abbiamo decisamente la voglia di tornare a casa anche perché non vorremmo ci fossero altre scosse forti dopo lo sciame sismico. Questa è una zona sismica, ma insomma a noi è bastato il nostro».
A Kos ci sono modenesi che, sfortunatamente, il terremoto l’hanno vissuto alla metà della propria settimana di vacanza. Si tratta di Emanuele Riccio, impiegato 32enne e la guardia giurata Diego Zurlo. «Abbiamo il volo lunedì e restiamo fino a quella data. Noi siamo in un albergo a pochi chilometri dalla cittadina di Kos e nella notte dopo la scossa tutti siamo scesi al piano terra. Siamo rimasti delle ore lì al buio perché nel frattempo è saltata anche la luce, ma dobbiamo dire che il conforto da parte del personale dell’hotel è stato molto buono. Ora siamo in attesa di sapere se e quanto potremo rientrare nelle nostre camere, una volta che si capisca se l’edificio è ancora agibile. Certo è stata una bella paura soprattutto perché la scossa principale, durata a lungo, è stata sia sussultoria che ondulatoria». A ieri sera il terremoto che si è sentito fino a Rodi e Creta spaventando molti turisti e molti greci aveva prodotto uno sciame sismico di almeno 170 scosse di assestamento.
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