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Cena benefica contro l’attentato

Cena benefica contro l’attentato

Porta Aperta: «Grazie alla città». Nel mirino della polizia comportamenti sospetti

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Più che un attentato quello accaduto nei pressi di Porta Aperta è, alla fine dei conti, un danneggiamento. Un rogo o meglio, quasi un principio di incendio causato da screzi, da ritorsioni, da una vendetta per futili motivi, legata alle compravendita del mercatino attiguo alla struttura d’accoglienza. Proprio per questo nel mirino della polizia che sta indagando ci sono alcune condotte sospette riconducibili a persone già note alle forze dell’ordine, probabilmente alcuni nomadi, che nei giorni precedenti avevano avuto a che fare con il mercatino.

Il mercatino del vestiario e degli oggetti usati si trova a lato della struttura Porta Aperta, è separato da un cortile con area verde, da un muro e dall’ampio spiazzo dove c’è la merce all’aperto del mercatino stesso. Mercoledì sera verso le 20 ( e non certo a notte fonda) i volontari di Porta Aperta e i tanti avventori presenti a quell’ora avevano visto del fumo levarsi dallo cortile del mercatino e hanno dato l’allarme. Quando i vigili del fuoco sono arrivati sul posto così come le a Volante, non c’erano fiamme, non c’era fuoco. C’era invece un telone in plastica con segni di bruciatura (il telone ricopriva le sedie all’esterno), c’era una bottiglietta d’acqua minerale contenente della benzina e un’altra che era stata bruciata. In pratica è apparso chiaro che qualcuno era entrato all’interno, aveva cosparso il telone , pressoché ignifugo, con la benzina e aveva appiccato il fuoco. E poi, in fretta, era scappato via, lasciando sul posto l’altra bottiglietta.

Dunque nessuna molotov, nessuna bottiglia incendiaria lanciata dall'esterno all'interno. E anche nessuno scoppio, nessuna esplosione. Né tantomeno alcuna rivendicazione. La polizia ovviamente indaga senza scartare alcuna pista, anche se gli investigatori propendono a considerare che il fatto sia la conseguenza di uno screzio, la personale vendetta di qualcuno che, nei giorni precedenti, ha ritenuto di aver subìto un torto o dai volontari o da qualche avventore del mercatino stesso e per questo avrebbe agito in quel modo.

Quanto a Porta Aperta, dal presidente Luca Barbari arrivano ringraziamenti alla cittadinanza: «Abbiamo ricevuto al solidarietà del Vescovo, delle istituzioni, di semplici cittadini, di volontari di altre associazioni. Per questo motivo, per ringraziare tutti, abbiamo pensato di fare il 27 luglio una cena benefica aperta alla cittadinanza assieme ai volontari e ai nostri ospiti, un modo per ricambiare la solidarietà e l’affetto che ci sono stati portati. Quanto al fatto in sé, certo non ci ha fatto piacere trovarci delle bottiglie di benzina in giardino. Non abbiamo avuto rivendicazioni. La polizia è stata bravissima, ha guardato, cercato ovunque e analizzerà tutti gli elementi. Probabile sia l’azione di qualche squilibrato. D’altra parte noi lavoriamo con la povertà, dove ci sono situazioni limite e questo dobbiamo metterlo in conto». Anche ieri solidarietà e condanna sono stati espressi da Diocesi, Cgil, Cisl e Pd. (s.to)

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