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«Da Hera solo belle parole I rifiuti sono soldi e affari»

«Da Hera solo belle parole I rifiuti sono soldi e affari»

Dopo la notizia della richiesta in Regione per trattare più scarti chimici a Modena Giulia Gibertoni (M5S) all’attacco: «È ora di separare chi raccoglie e chi smaltisce»

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«A parole ci sono la politica dei rifiuti zero, l’importanza del riciclo e la progressiva dismissione di inceneritori e discariche, mentre nella pratica c’è un aumento costante dei quantitativi conferiti agli impianti presenti sul territorio. E così il rifiuto non è più una risorsa, ma semplicemente un business, con l’aggravante della mancata separazione tra chi raccoglie e chi smaltisce». Così, la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Giulia Gibertoni commenta la richiesta depositata da Hera in Regione con la proposta di aumentare di 12mila tonnellate annue il conferimento di rifiuti all’impianto chimico-fisico di via Cavazza. Richiesta che, come spiegato ieri dalla Gazzetta, ora attende la procedura di verifica, con 45 giorni di tempo per valutare i documenti depositati dalla multiutility insieme alla domanda. «Il problema è sempre lo stesso - commenta la consigliera M5S - nonostante la Regione abbia varato una legge sul riciclo e sul circolo virtuoso dei rifiuti, presentandola come una normativa apripista per un cambiamento che dovrebbe coinvolgere anche le altre regioni, lo smaltimento dei rifiuti continua ad essere concepito come un settore industriale, e dunque come un settore che porta sviluppo economico. Così, mentre da una parte si parla di chiusura degli inceneritori e delle discariche, dall’altra il governo regionale aumenta i quantitativi da smaltire negli impianti: per loro, insomma, quello dei rifiuti è un settore ancora florido, un business da incentivare. Il tutto, ovviamente, senza mai risolvere lo storico problema della separazione tra chi raccoglie i rifiuti e chi li smaltisce». Nella documentazione allegata alla richiesta presentata in Regione, Hera spiega che «l’impianto chimico-fisico di Area 2 a Modena ricopre, a livello logistico, un ruolo strategico di centralità e prossimità per il trattamento dei percolati generati in particolare dalle discariche del territorio modenese (Modena, Finale, Zocca, Montefiorino, Fanano e Pievepelago), ferrarese (discariche esaurite di Ferrara) e bolognese (discariche di Sant'Agata, Bentivoglio, Galliera, Guelfa-Bologna)». Attualmente nell’impianto chimico-fisico di via Cavazza vengono lavorate 58 tonnellate di rifiuti (pericolosi e non) all’anno, mentre con la nuova richiesta si punta a portare la quota a 70, con un incremento di 12mila tonnellate, «dedicato esclusivamente a rifiuti non pericolosi».

Luca Gardinale

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