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iniziativa sperimentale alle medie paoli 

Genitori e immigrati tinteggiano aule a scuola

Genitori e immigrati tinteggiano aule a scuola

Facile non lo è stato di sicuro: all’inizio hanno dovuto spiegare tutto, passo dopo passo, a persone che non sembravano esattamente intenzionate a svolgere il compito.Ma con il passare dei giorni le...

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Facile non lo è stato di sicuro: all’inizio hanno dovuto spiegare tutto, passo dopo passo, a persone che non sembravano esattamente intenzionate a svolgere il compito.

Ma con il passare dei giorni le cose sono cambiate - per qualcuno da subito, per altri più tardi - e ora il lavoro procede meglio, pur con le difficoltà del caso, a partire da quelle linguistiche.

Succede alle scuole medie Paoli di viale Reiter, dove da alcuni giorni un gruppo di profughi ospitati in diverse strutture della città sta ridipingendo le aule dell’istituto. L’idea è partita dal comitato genitori: «Visto che c’era bisogno di ridipingere le aule - spiegano Stefano Greco ed Enrica Barani - abbiamo pensato di contattare l’assessorato alle Politiche sociali e proporre la possibilità di farlo insieme ai profughi, che ovviamente seguiamo dal primo giorno insieme al personale scolastico e ai professori».

Dopo il via libera dell’assessore Giuliana Urbelli e dei soggetti che gestiscono l’accoglienza - Ceis, Porta Aperta e Caleidos - è così partito un progetto che oggi vede al lavoro una quarantina di profughi, con una rotazione parziale, e che ha già portato a ridipingere tutto il terzo piano dell’edificio.

«All’inizio non è stato facile - spiegano ancora i rappresentanti del comitato genitori - ma poi le cose sono andate meglio, e adesso l’auspicio è che altre realtà seguano il nostro esempio».

Il progetto lascia però perplessa Sinistra italiana: «Leggo con una certa amarezza che il lavoro volontario e gratuito (leggasi schiavitù) sta prendendo un po’ il sopravvento qua a Modena - sostiene la coordinatrice Alessandra Di Bartolomeo dal suo profilo Facebook - pulizia dei parchi, pittura delle aule scolastiche, lavori che dovrebbero essere retribuiti e che invece vengono fatti fare ai rifugiati gratis, che evidentemente ci stanno aiutando a casa nostra».

Parole a cui l’assessore Urbelli replica facendo notare che «abbiamo genitori e professori che fanno volontariato, che fa parte della nostra cultura, quindi penso che possano farlo anche i profughi, ai quali peraltro questi percorsi vengono riconosciuti dalla commissione che deve decidere se concedere il diritto di asilo. Se poi la Sinistra ha in mente un’alternativa, che ce lo dica…».

Un quadro di integrazione chiaro mentre Modena aspetta ancora risposte sui profughi che occupano ancora le strutture di via Milano e l’hotel Tiby, dove ne sono alloggiati a decine. (l.g.)

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